Manual di letteratura persiana (Google eBook)

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U. Hoepli, 1887 - Persian literature - 208 pages
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Page 108 - Fin che dal loco suo l'alba levossi E strepito venia dai padiglioni Di timpani sonanti. Un mesto addio Disse alla donna sua, vaga qual luna, Zal giovinetto. Fortemente al seno La strinse, qual si serra alla sua trama D'un bel panno l'ordito. Ambo di lagrime Empir le ciglia, e al sol, che gi montava, Sciolser la lingua a favellar: Del mondo Luce divina, anche per poco, a noi Per contrastar, tu non dovei fiammando Salir pel cielo...
Page 106 - Scesero insieme alla celletta auri-fulgente, scesero a quel consesso d' un gran re ben degno. Era, pieno di luce, un paradiso veracemente, ed eran le fanciulle in pie' dinanzi a lei dagli occhi bruni. Zl per quel volto e l'inclita statura, per tanta maest, meravigliava, meravigliava per quel crine; ed ella avea collane, ed orecchini e armille, drappi fulgidi e gemme, e ben parea vago un giardino a primavera. Quelle gote sue tulipani eran fiorenti entro a un'aiuola, e ciocca sovra ciocca ...
Page 106 - Zl si restava in quella di gran prence divina maest, con lei, qual luna, adorno di splender. Sospeso al petto un pugnale egli avea, sul capo un serto di bei rubini, e la gentil donzella dal rimirarlo non quietava ancora, ma furtiva in quel volto avidamente stavasi a riguardar; quello ammirava braccio gagliardo e la cervice eretta di lui la maest, l'alta statura, onde al colpir di sua tremenda clava sfasciavasi qual polve attrita e pesta , una rupe montana. Ella pi assai mirava allo splender...
Page 106 - ... di splender. Sospeso al petto un pugnale egli avea, sul capo un serto di bei rubini, e la gentil donzella dal rimirarlo non quietava ancora, ma furtiva in quel volto avidamente stavasi a riguardar; quello ammirava braccio gagliardo e la cervice eretta di lui la maest, l'alta statura, onde al colpir di sua tremenda clava sfasciavasi qual polve attrita e pesta , una rupe montana. Ella pi assai mirava allo splender delle sue gote che l'anima accendean, s che pi assai il suo cor ne avvamp....
Page 107 - L'inclito re, da pensier di castigo Contro a me, di vendetta e di corruccio, Puro facciano il cor. La mia preghiera L'Eterno ascolter, perch tu alfine, Nel cospetto d'ognun, mi sii compagna. Io pure, io pur, gli rispondea la bella, Dinanzi a Dio la tua promessa accolgo E la tua fede. Su la lingua mia In testimonio sta il Fattor del mondo Che altri di me non fia signore e donno Fuor che Zal valoroso, inclito eroe, Quale ha corona e regal seggio e gloria E maest!
Page 107 - Su la lingua mia t in testimonio sta il fattor del mondo che altri di me non fia signore e donno fuor che Zl doloroso, inclito eroe, quale ha corona, e regal seggio e gloria e maest! Cos crescea l'amore ad ogni istante. Lungi il senno ornai, e prossimo il desio, che fu cotanto fin che dal loco suo l'alba levossi e strepido venia dai padiglioni di timpani sonanti.
Page 106 - ... polve attrita e pesta , una rupe montana. Ella pi assai mirava allo splender delle sue gote che l'anima accendean, s che pi assai il suo cor ne avvamp. Fr caldi baci e amplessi e sorsi di fumoso vino, se pur togli che il nobile leone l'agile preda in poter suo non trasse. Alfin cos parl d'eroi quel duce alla donna gentil : Deh ! tu, dal seno candido quale argento, ed hai fragranza, d...
Page 50 - Devi2 tutti attorno, quanti pi sono, ucciderian pei sette climi alla terra ogni vivente cosa, n in questo mondo corporal gli spirti forza gli assalti a ributtar del male n a resistere avrian. Ma quei che il Sole dai veloci destrier, chiaro, immortale viene adorando e le tenbre oppugna e oppugna i Devi, figli de le tenebre, ei ladri oppugna ei violenti ei maghi e le Pairike 3 e il mortifero oppugna Anra Mainyu protervo, ecco...
Page 163 - BELLA COSA.... Rosa bella non senza le gote, dell'amor nostro, e gaia primavera , di vino scevra non bella cosa. : : L'angolo d'un giardin, l'aura odorosa d'un verzier, senza in vivo tulipano tinta una gota, non son bella cosa. Starsi col nostro amor, cespo di rosa, dal labbro zuccherin, senza suoi baci e senza amplessi, non bella cosa. *> Ondeggiar di cipresso e star di rosa di ben mille candor senza le voci, anche cotesta non bella cosa.
Page 50 - Ratto che leva il Sol, pura ei la terra fa che Ahura cre, l'acque scorrenti, l'acque dei fonti egli fa pure e l'acquo de' laghi ancora e de' paludi e tutte le cose sante cui creava un tempo il santo Spirto.

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