Adelfi

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Rizzoli, 2007 - Fiction - 235 pages
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Che la Seconda guerra mondiale sia stata un'esperienza atroce per soldati e civili, è cosa ormai risaputa. Ma sono le vicende minori, quelle legate ai singoli individui, a dare la possibilità di riflettere sull'uomo, sul quotidiano, prima che sulla macrostoria di un Paese. Un caso emblematico, dimenticato e sepolto fino a oggi, è quello di Alberto e Vittorio, due fratelli al centro di un buco nero che la storia ha sempre preferito (ma per quale motivo?) non raccontare. Divisi e straziati dalla guerra, hanno visto le loro strade allontanarsi senza mai riuscire a ricongiungerle. Entrambi credono sino in fondo nell'ideale della patria, per cui decidono con orgoglio di arruolarsi. Ma la guerra li logora lentamente, spesso costringendoli a vivere atmosfere sospese, ai limiti del reale, che solo la fiducia in un'Italia migliore li rende capaci di sopportare. Il romanzo di Paolo Mastrolilli si basa su una storia vera e sconvolgente, e racconta gli uomini, le loro paure, i valori, i sogni e i tracolli; ma insieme affronta gli anni più disastrosi del nostro Novecento, fondando le sue riflessioni su documenti redatti dalla Croce Rossa Internazionale. "Adelfi" - che in greco significa fratelli - è lo specchio frantumato di un'epoca, il grido disperato di una generazione che ha vissuto una guerra assurda, e non è mai riuscita a liberarsene.

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