De la littérature du midi de l'Europe, Volume 2 (Google eBook)

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Treuttel et Würtz, 1819 - Italian literature
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Page 132 - acqua a chi col ferro uccise. Mentre egli il suon de sacri detti sciolse, Colei di gioia trasmutossi e rise, E in atto di morir lieto e vivace Dir parea , s' apre il cielo, io vado in pace. D'un bel pallor ha il bianco volto
Page 78 - E ficca gli occhi al cielo, e non fa motto} Senza cibo e dormir cosi si serba Che 1 sol esce tre volte, e torna sotto. Di crescer non cessò la pena acerba Che fuor del senno al fin l'ebbe condotto. Il quarto di
Page 211 - ti mostri Tra li più chiari spirti ; E co i vestigi santi Calchi le stelle erranti; E tra pure fontane, e sacri mirti Pasci celesti greggi, Ei tuoi cari pastori indi correggi Altri monti altri piani Altri boschetti e rivi Vedi nel cielo e più novelli fiori ; Altri Fauni e Silvani Per
Page 132 - novo un spirto ditta, Spirto di fé , di carità , di speme : Virtù ch'or Dio le infonde, e se rubella In vita fu, la vuole in morte ancella. Amico , hai vinto, io ti perdón, perdona Tu ancora , al corpo nò , che nulla
Page 215 - 1 entrate gli ritiene ; E certe magre pensioni aveva Onde mai un quattrin non riscoteva. Era forte collerico e sdegnoso, Della lingua e del cor libero e sciolto ; \ Non era avaro, non ambizioso, Era fedele ed amorevol molto : Degli amici amator miracoloso, Così anche chi in odio avea tolto Odiava a
Page 458 - padre Se pure il sa , si adira, io d'esser figlio Già non oblio per ciò ; ma, se obliarlo Un dì potessi, ed allentare il freno Ai repressi lamenti; ei non mi udrebbe Doler, no mai, né dei rapiti onori, Né della offesa fama , e non del suo Snaturato| inaudito odio paterno;
Page 131 - al sno fin deve ; Spinge egli il ferro nel bel sen di punta , Che vi s'immerge, e '1 sangue avido beve. E la vesta che d' or vago trapunta Le mammelle stringea tenera e leve, L'empie
Page 47 - strali amore. Ne mai le chiome del giardino eterno Tenera brina o fresca neve imbianca : Ivi non osa entrar ghiacciato verno ; Non vento 1* erba o gli arboscelli stanca. Ivi non volgon gli anni il lor quaderno ; Ma lieta primavera mai non manca,
Page 216 - viso largo, e stretto Lo spazio che le ciglia divideva : Concavo 1' occhio avea azzurro e netto , La barba folta , quasi il nascondeva Se l'avesse portata, ma il padrone Aveva con le barbe aspra questione. Nessun di servitù giammai si dolse Né più ne fu nimico di costui, E
Page 46 - gira le luci amorose ; Di celeste letizia il volto ha pieno Dolce dipinto di ligustri e rose. Ogni aura tace al suo parlar divino , E canta ogni augelletto in suo latino. (i)

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