Storia civile della Toscana dal MDCCXXXVII al MDCCCXLVIII, Volume 4 (Google eBook)

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Presso L. Molini, 1852 - Tuscany (Italy)
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Page 413 - Ahi serva Italia, di dolore ostello, Nave senza nocchiero in gran tempesta , Non donna di provincie , ma bordello...
Page 271 - La procellosa e trepida gioia d'un gran disegno, l'ansia d'un cor che indocile serve, pensando al regno; e il giunge, e tiene un premio ch'era follia sperar; tutto ei provò: la gloria maggior dopo il periglio, la fuga e la vittoria, la reggia e il triste esiglio: due volte nella polvere due volte sull'altar. Ei si nomò: due secoli, l'un contro l'altro armato, sommessi a lui si volsero, come aspettando il fato; ei fe' silenzio, ed arbitro s'assise in mezzo a lor.
Page 321 - E se ben ti ricordi e vedi lume, vedrai te simigliante a quella inferma che non può trovar posa in su le piume, ma con dar volta suo dolore scherma.
Page 318 - ... altro di aprire un traffico per paura delle taglie; ma deve preparare premi a chi vuoi fare queste cose, ed a qualunque pensa in qualunque modo di ampliare la sua città o il suo stato. Debbe oltre a questo, ne...
Page 399 - ... ammaestramento a qualunque Principe a mostrargli la via della gloria o del biasimo, e della sicurtà o del timore suo. Perché di ventisei Imperadori che furono da Cesare a Massimino, sedici ne furono ammazzati, dieci morirono ordinariamente ; e se di quelli che furono morti, ve ne fu alcuno buono, come Galba e Pertinace, fu morto da quella corruzione che lo antecessore suo aveva lasciata ne
Page 32 - Ogni nazione dee contenersi nei limiti che le die natura. Mari e monti inaccessibili, ecco i limiti vostri. Non aspirate mai ad oltrepassarli , ma respingetene lo straniero che li ha violati, se non si affretta di tornare nei suoi.
Page 282 - Il buon principe con il suo esempio raro e virtuoso fa nel governo quasi il medesimo effetto, che fanno le leggi e gli ordini ; perché le vere virtù d'un principe sono di tanta reputazione, che gli uomini buoni desiderano imitarle, e li tristi si vergognano tener vita contraria. 2. La virtù grandi del principe lo fanno temere e amare da' sudditi, e dagli altri principi meravigliosamente stimare, donde lascia fondamento grande ai suoi posteri.
Page 32 - Vi cinse invano di barriere più insormontabili ancora la differenza del linguaggio e de' costumi , l'invincibile antipatia dei caratteri? No, no; sgombri dal suolo italico ogni dominio straniero ! Padroni una volta del mondo , espiaste questa gloria perigliosa con venti secoli d'oppressioni e di stragi. Sia oggi vostra gloria di non aver più padroni. Ogni nazione dee contenersi nei limiti che le die natura.
Page 272 - Dov' è silenzio e tenebre La gloria che passò. Bella Immortai! benefica Fede ai trionfi avvezza! Scrivi ancor questo, allegrati; Che più superba altezza Al disonor del Golgota Giammai non si chinò.
Page 624 - Nei giorni in cui ci commoveva nel profondo del cuore la pubblica letizia per la nostra esaltazione al pontificato, non potemmo difenderci da un sentimento di dolore pensando che non poche famiglie de...

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