Ultime lettere di Jacopo Ortis: tratte dagli autografi (Google eBook)

Front Cover
Baudry, 1837 - 255 pages
0 Reviews
  

What people are saying - Write a review

We haven't found any reviews in the usual places.

Selected pages

Common terms and phrases

Popular passages

Page 4 - Oh quanti de' nostri concittadini gemeranno pentiti, lontani dalle loro case! perché, e che potremmo aspettarci noi se non se indigenza e disprezzo; o al più, breve e sterile compassione, solo conforto che le nazioni incivilite offrono al profugo straniero? Ma dove cercherò asilo? in Italia? terra prostituita premio sempre della vittoria. Potrò io vedermi dinanzi agli occhi coloro che5 ci hanno spogliati, derisi, venduti, e non piangere d'ira? Devastatori de' popoli, si servono della libertà...
Page 46 - Esclamano d' essere stati venduti e traditi : ma se si fossero armati sarebbero stati vinti forse, non mai traditi ; e se si fossero difesi sino all' ultimo sangue, né i vincitori avrebbero potuto venderli, né i vinti si sarebbero attentati di comperarli. Se non che moltissimi de...
Page 115 - Coloro che hanno eretti que' mausolei sperano forse di scolparsi della povertà e delle carceri con le quali i loro avi punivano la grandezza di que' divini intelletti? Oh quanti perseguitati nel nostro secolo 'saranno venerati da' posteri ! Ma e le persecuzioni a' vivi , e gli onori a' morti sono documenti della maligna ambizione che rode l'umano gregge.
Page 83 - Illusioni! ma intanto senza di esse io non sentirei la vita che nel dolore o (che mi spaventa ancor più) nella rigida e noiosa indolenza...
Page 128 - Anzi mi pare che s' io fossi con tutto il corpo dentro la fossa, e che rimanessi sopra terra solamente col capo, mi vedrei sempre quel lume fiammeggiare sugli occhi. O Gloria ! tu mi corri sempre dinanzi, e così mi lusinghi a un viaggio a cui le mie piante non reggono più. Ma dal giorno che .
Page 75 - S'io fossi pittore! che ricca materia al mio pennello! l'artista immerso nella idea deliziosa del bello addormenta o mitiga almeno tutte le altre passioni. — Ma se anche fossi pittore? Ho veduto ne
Page 135 - ... la forza, perché almeno non raccontate alla posterità i nostri mali '? Alzate la voce in nome di tutti, e dite al mondo: Che siamo sfortunati, ma né ciechi né vili; che non ci manca il coraggio, ma la possanza. — Se avete le braccia in catene, perché inceppate da voi stessi anche il vostro intelletto, di cui né i tiranni né la fortuna, arbitri d'ogni cosa, possono essere arbitri mai? Scrivete. Abbiate bensì compassione a...
Page 3 - Or dovrò io abbandonare anche questa mia solitudine antica, dove, senza perdere dagli occhi il mio sciagurato paese, posso ancora sperare qualche giorno di pace ? Tu mi fai raccapricciare, Lorenzo : quanti sono dunque gli sventurati ? E noi, pur troppo, noi stessi Italiani ci laviamo le mani nel sangue degl
Page 133 - Gli amori della moltitudine sono brevi ed infausti; giudica, più che dall'intento, dalla fortuna; chiama virtù il delitto utile, e scelleraggine l'onestà che le pare dannosa; e per avere i suoi plausi, conviene o atterrirla, o ingrassarla, e ingannarla sempre. E ciò sia. Potrai tu allora inorgoglito dalla sterminata fortuna reprimere in te la...
Page 178 - Invano io tento di misurare con la mente questi immensi spazi dell'universo che mi circondano. Mi trovo come attaccato a un piccolo angolo di uno spazio incomprensibile, senza sapere perché sono collocato piuttosto qui che altrove, o perché questo breve tempo della mia esistenza sia assegnato piuttosto a questo momento dell'eternità che a tutti quelli che precedevano e che seguiranno. Io non vedo da tutte le parti altro che infinità, le quali mi assorbono come un atomo».

Bibliographic information