Della vita e delle opere di Mario Equicola (Google eBook)

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N. Jecco, 1906 - 303 pages
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Page 133 - Ed è questo del seme, — per più dolor, del popol senza legge, — al qual, come si legge, — Mario aperse si il fianco — che memoria dell' opra anco non langue — quando assetato e stanco — non più bevve del fiume acqua che
Page 129 - che molti avevano ardire, considerata la magnanimità del proposito, il dispregio evidentissimo della morte, la fierezza del combattere e la felicità del successo, preporre questo fatto quasi a tutte le cose memorabili che si leggono dei Romani e dei Greci
Page 153 - L' altro, che già uscì preso di nave, Veggio vender sua figlia e patteggiarne Come fanno i
Page 198 - Né che poco io vi dia da imputar sono, Che quanto io posso dar tutto vi dono
Page 92 - archivio di lettere e fin da fanciullo in molte corti nodrito, è poi soavissimo compagno, arguto, faceto, pronto, buon parlatore e di quelli che mai alla brigata non lascia
Page 95 - o che altro se ne fosse cagione, non faceva tuttavia se non forte sbadigliare, et ogni volta si faceva in bocca quattro o sei segni de la Santa Croce. Mario, veggendo questo, al Pecorone rivolto, disse:
Page 43 - dei tempi e il non essere i Franzesi e gli Svizzeri abili quanto gli Spagnuoli a tollerare con l'animo il tedio della lunghezza delle cose, né col corpo le
Page 190 - derisi da Erasmo, i quali non leggevano altro che gli scritti di Cicerone, passavano la vita a fare indici e repertori di tutti i vocaboli, di tutte le frasi, di tutte le eleganze di Cicerone, avevano in casa loro, per ogni stanza, una immagine di Cicerone, sognavano la notte di Cicerone, e si credevano in buona fede diventare altrettanti Ciceroni'?
Page 191 - cortesiana romana, la quale de tucti boni vocabuli de Italia è piena, per essere in quella corte de ciascheuna regione preclarissimi
Page 71 - e manda in su le ciglia, E fa con man di tutti i detti d'esso Di stupor

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