Palimsesti del carcere: raccolta unicamente destinata agli uomini di scienza (Google eBook)

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Bocca, 1888 - 328 pages
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Page 317 - Qua sol trovi i fratelli e qua gli amici, Denari, ben mangiare e allegra pace; Fuori sei sempre in mezzo ai tuoi nemici ; Se non puoi lavorar muori di fame, eco.
Page 96 - Addio, sacre rovine; allor che polvere di voi non resti, gli obelischi e gli archi, opra di noi, di questa polve andrannosi pel tempo carchi. E forse andranno vaneggiando i posteri sul secol nostro lezioso e rio. Il disinganno io m'ebbi, ombre terribili, rovine, addio.
Page 95 - Or soli a me giù dalla valle ombrifera fan eco i venti: giù dalla valle, ove, chi sa? s'udirono due fratei d'armi ragionar d'amore, strette le palme fra curvati salici sul primo albore; giù dalla valle, ove a tenzoni nobili spinsero entrambi il corridor veloce, l'un dell'altro scudiere e scudo ed anima, e fama e voce.
Page 307 - Ed io, che del color mi fui accorto, Dissi : Come verrò, se tu paventi Che suoli al mio dubbiare esser conforto ? CANTO IV.
Page 317 - Carcere, vita mia, cara, felice! Lo starmi entro di te come mi piace! Si spicchi il capo a quel che mal ne dice, O pensa che fa perdere la pace. Qua sol trovi i fratelli e qua gli amici...
Page 95 - ... potea. Bambin minor d'un lustro egli qual siedasi sul duro scudo rimirar qui parmi, mentre le fanciulline i lacci intricano, che annodan l'armi. Il forte scudo verginella immobile mirando andava, pien di fiori il grembo, e lasciavasi i fiori in fervid'estasi cadere a nembo. Coprian lo scudo ed il bambin, che ingenuo ridea tra' fiori e l'armi in dubbia sorte.
Page 95 - Perché ferrate le finestre altissime, ed è merlata la superba torre? No, non qui '1 prode la lorica armigera solca deporre. Qui forse, mentre un molle riso ingenuo la verginella in dolce sogno apria, al bel raggio di luna, occulta e perfida, l'oste venia. Forse da quelle alte finestre videsi entrar talvolta del castello avverso il reo signor, all'empie smanie vindici d'ira converso. Forse qui stretto il suo pugnai, lentissimo...
Page 94 - Ombre degli avi, per la notte tacita, al raggio estivo di cadente luna, v'odo fra' sassi diroccati fremere, che il tempo aduna. Incerte l'orme, nella vasta ed arida strada segnata dall'età funesta, tremante affretto; che dei prischi secoli l'orror sol resta.
Page 95 - Giù dalla valle, ove a tenzoni vindici spinsero entrambi il corridor veloce, l'un dell'altro scudier, e scudo ed anima, e fama e voce. Salve, o sacra rovina! io seguo, e schiudonsi innanzi al lento e traviato passo le doppie torri e meditando siedomi sul duro sasso. Oh! come brune l'alte cime incurvansi...
Page 248 - LA cour se fleurit de souci Comme le front De tous ceux-ci Qui vont en rond En flageolant sur leur fémur Débilité Le long du mur Fou de clarté.

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