Prose di Giosuč Careducci, 1859-1903 (Google eBook)

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N. Zanichelli, 1907 - Italian essays - 1485 pages
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Page 112 - Sė tosto come in su la soglia fui Di mia seconda etade, e mutai vita, Questi si tolse a me, e diessi altrui. Quando di carne a spirto era salita, E bellezza e virtų cresciuta m'era, Fu...
Page 93 - ... d'autori e di scienze e di libri: li quali considerando, giudicava bene che la filosofia, che era donna di questi autori, di queste scienze e di questi libri, fosse somma cosa. E...
Page 113 - Fui io a lui men cara e men gradita; E volse i passi suoi per via non vera, Immagini di ben seguendo false Che nulla promission rendono intera; Nč l' impetrare spirazion mi valse, Con le quali ed in sogno ed altrimenti Lo rivocai; si poco a lui ne calse. Tanto gių cadde, che tutti argomenti Alla salute sua eran giā corti, Fuor che mostrargli le perdute genti. Per questo visitai 1' uscio de' morti, Ed a colui che 1' ha quassų condotto Li prieghi miei piangendo furon porti.
Page 537 - A egregie cose il forte animo accendono l'urne de' forti, o Pindemonte; e bella e santa fanno al peregrin la terra che le ricetta. Io, quando il monumento vidi ove posa il corpo di quel grande che temprando lo scettro a...
Page 569 - Sgombra, o gentil, dall'ansia mente i terrestri ardori; leva all'Eterno un candido pensier d'offerta, e muori: nel suol che dee la tenera tua spoglia ricoprir, altre infelici dormono, che il duol consunse; orbate spose dal brando, e vergini indarno fidanzate; madri che i nati videro trafitti impallidir.
Page 71 - Mostrasi sė piacente a chi la mira, Che da per gli occhi una dolcezza al core, Che intender non la puō chi non la prova. E par che della sua labbia si muova Uno spirto soave e pien o" amore , Che va dicendo all'anima: sospira.
Page 92 - Tuttavia, dopo alquanto tempo, la mia mente, che si argomentava di sanare, provide, poi che né '1 mio né l'altrui consolare valea, ritornare al modo che alcuno sconsolato avea tenuto a consolarsi; e misimi a leggere quello non conosciuto da molti libro di Boezio, nel quale, cattivo e discacciato, consolato s'avea.
Page 113 - Piacer, quanto le belle membra in ch' io Rinchiusa fui e che son terra parte (1): 496 E se il sommo piacer sė ti fallio Per la mia morte, qual cosa mortale Dovea poi trarre te nel suo disio? Ben ti dovevi, per lo primo strale Delle cose fallaci, levar suso Diretr'a me che non era pių tale.
Page 138 - Sė che, se piacere sarā di colui a cui tutte le cose vivono, che la mia vita duri per alquanti anni, io spero di dicer di lei quello che mai non fue detto d'alcuna.
Page 520 - Pazzi: Soffrire, ognor soffrire? altro consiglio Darmi, o padre, non sai? Ti sei tu fatto Schiavo or cosė, che del mediceo giogo Non senti il peso ei gravi oltraggi e l'onte?

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