Iliade di Omero: volume primo [-secondo], Volume 2 (Google eBook)

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Dalla SocietÓ tipografica dei classici italiani, 1820 - Greek poetry
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Page 291 - Ne' pe' miei genitor. Potessi io , preso Dal mio furore , minuzzar le tue Carni, ed io stesso, per l'immensa offesa Che mi facesti, divorarle crude. No, nessun la tua testa al fero morso De...
Page 215 - Mense imbandisca. Agamennˇn frattanto Qua rechi i doni, onde ogni Acheo li vegga, E il tuo cor ne gioisca. Indi nel mezzo Del parlamento il re si levi , e giuri Che mai non giacque colla tua fanciulla; E questo giuro il cor ti plachi. Ei poscia, PerchÚ nulla si fraudi al tuo diritto , Di lauto desco nella propria tenda Ti presenti e t
Page 201 - Che pur Plaustro si noma. Intorno al polo Ella si gira ed Orion riguarda, Dai lavacri del mar sola divisa. Ivi inoltre scolpite avea due belle Popolose cittÓ. Vedi nell'una Conviti e nozze. Delle tede al chiaro Per le contrade ne venian condotte Dal talamo le spose, e Imene, Imene Con molti s'intonava inni festivi.
Page 288 - Ne' guerrieri perigli. Or mi raggiunse La negra Parca. Ma non fia per questo Che da codardo io cada: periremo, Ma gloriosi, e alle future genti Qualche bel fatto porterÓ il mio nome. Ci˛ detto, scintillar dalla vagina Fe' la spada, che acuta e grande e forte Dal fianco gli pendea.
Page 170 - D' azzuffarsi co' veltri e co' pastori Tutta la notte vigilanti, e il pingue Lombo de' tori a contrastargli intesi; Avido delle carni egli di fronte...
Page 332 - Edificio il colmigno, agli urti invitto Degli aquiloni. Allo stirar de' validi Polsi intrecciati scricchiolar si sentono Le spalle, il sudor gronda , e spessi appaiono Pe' larghi dossi e per le coste i lividi Rosseggianti di sangue.
Page 289 - Qualche bel fatto porterÓ il mio nome. Ci˛ detto , scintillar dalla vagina Fe' la spada che acuta e grande e forte Dal fianco gli peudea. Con questa in pugno Drizza il viso al nemico , e si disserra Com' aquila che d' aho per le fosche Nubi a piombo sul campo si precipita A ghermir una lepre o un' agnelletta : Tale , agitando l' affilato acciaro , Si scaglia.
Page 31 - Il cor di tutte Cose alfin sente sazietÓ, del sonno, Della danza, del canto e dell'amore, Piacer pi¨ cari che il parlar di lingua; Ma sazietÓ di lingua il cor non sente; se non altro, il cuor degl'Italiani.
Page 206 - Ed or leggieri Danzano in tondo con maestri passi , Come rapida ruota che seduto Al mobil torno il vasellier rivolve, Or si spiegano in file. Numerosa Stava la turba a riguardar le belle Carole, e in cor godea. Finýan la danza Tre saltator che in varii caracolli Rotavansi, intonando una canzona. Il gran fiume OceÓn l' orlo chiudea Dell
Page 332 - Tronco ogn' indugio, Achille il terzo giucco Propose, il giucco della dura lotta, E de' premj fÚ mostra: al vincitore Un tripode da fuoco, a cui di dodici Tauri il valore dagli Achei si dava; Ed al perdente una leggiadra ancella, Quattro tauri estimata, e che di molti Bei lavori donneschi era perita. Rizzossi Achille ; ea quegli eroi rivolto : Sorga, disse, chi vuole in questo ludo Del suo valor far prova. Immantinente Surse l'immane Telamonio Ajace, E il saggio mastro delle frodi Ulisse.

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