Vita di Benvenuto Cellini: scritta da lui medesimo tratta dal-l'autografo per cura di Guiseppe Molini (Google eBook)

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Tipografia All'insegna di Dante, 1832
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Page 531 - ... 1 mio ragazzo, ed ognuno che mi si accostava per aiutarmi, a tutti io davo o calci o pugna, e mi lamentavo dicendo: Ahi traditori, invidiosi! questo si è un tradimento fatto ad arte; ma io giuro per Dio, che benissimo i...
Page 532 - Porta qua, leva là: di modo che veduto che il detto migliaccio si cominciava a liquefare, tutta quella brigata con tanta voglia mi ubbidiva, che ognuno faceva per tre. Allora io feci pigliare un mezzo pane di stagno, il quale pesava in circa a...
Page 533 - ... divenne liquido. Or, veduto di avere risuscitato un morto contro al credere di tutti quegli ignoranti, e' mi tornò tanto vigore che io non mi avvedevo se io avevo più febbre o più paura di morte. In un tratto...
Page 531 - ... smisurato male e tanto sbigottito, con tutto il suo bravo cuore lei non si poteva tenere che qualche quantità di lacrime non gli cadessi dagli occhi; e pure lei, quanto poteva, si riguardava che io non le vedessi.
Page 534 - ... giorno, e come se mai io non avessi auto un male al mondo, così dolcemente mi riposavo. Quella mia buona serva, senza che io le dicessi nulla, mi aveva provvisto...
Page 535 - E così tutta la mia povera famigliuola, rimossa3 da tanto spavento e da tante4 smisurate fatiche, in un tratto si mandò a ricomperare in cambio di quei piatti e scodelle di stagno tante stoviglie di terra, e tutti lietamente desinammo che mai non mi ricordo in tempo di mia vita né desinare con maggior letizia né con migliore appetito.
Page 529 - Per la qual cosa io fui sforzato andarmi a gittare nel letto : e così molto mal contento, bisognandomi per forza andare, mi volsi a tutti quegli che mi aiutavano, i quali erano in circa a dieci o più , infra maestri di fonder bronzo e manovali e contadini e mia lavoranti particulari di bottega; infra e...
Page 530 - Messo che io mi fui nel letto, comandai alle mie serve che portassino in bottega da mangiare e da bere a tutti ; e dicevo loro: — Io non sarò mai vivo domattina. Loro mi davano pure animo, dicendomi che '1 mio gran male si passerebbe, e che e' mi era venuto per la troppa fatica.
Page 91 - Santo, e quivi vedemmo quel maraviglioso esercito, che di già faceva ogni suo sforzo per entrare. A quel luogo delle mura dove noi ci accostammo, v'era...
Page 527 - ... mi fussi restati, cominciai a procacciarmi di parecchi cataste di legni di pino, le quali ebbi dalla pineta de...

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