Manuale della letteratura italiana, Volume 4 (Google eBook)

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G. Barbèra, 1894 - Italian literature
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Page 173 - Tu tra le veglie e le canore scene e il patetico gioco, oltre più assai producesti la notte; e stanco alfine, in aureo cocchio...
Page 167 - Io vorrei anzi rompermi la mia gamba di legno, che lasciar passare l'opportunità di tornar a dire che noi non abbiamo alcun libro nella nostra lingua tanto dilettevole a leggersi quanto la Vita di quel Benvenuto Cellini scritta da lui medesimo nel puro e pretto parlare della plebe fiorentina. Quel Cellini dipinse quivi sé stesso con sommissima ingenuità, e tal quale si sentiva di essere: vale a dire bravissimo nell'arti del disegno e adoratore di esse non meno che de...
Page 285 - È già con esso morte... SAUL Ma, è poco a mia vendetta ei solo. Manda in Nob l'ira mia, che armenti, e servi, madri, case, fanciulli uccida, incenda, distrugga, e tutta l'empia stirpe al vento disperda. Omai, tuoi sacerdoti a dritto dir ben potranno: « Evvi un Saùl ». Mia destra, da voi si spesso provocata al sangue, non percoteavi mai: quindi sol, quindi, lo scherno d'essa.
Page 261 - Impaziente, torbido, adirato Sempre; a me stesso incresco ognora, e altrui; Bramo in pace far guerra, in guerra pace : Entro ogni nappo ascoso tosco io bevo. Scorgo un nemico in ogni amico; i molli Tappeti assirj, ispidi dumi al fianco Mi sono; angoscia il breve sonno; i sogni Terror: Che più?
Page 176 - Egli all'entrar si fermi Ritto sul limitare, indi elevando Ambe le spalle, qual testudo il collo Contragga alquanto ; e ad un medesmo tempo 175 Inchini '1 mento, e con l'estrema falda Del piumato cappello il labbro tocchi.
Page 244 - ... e denti eletti; pallido in volto, più che un re sul trono: or duro, acerbo, ora pieghevol, mite; irato sempre, e non maligno mai; la mente e il cor meco in perpetua lite: per lo più mesto, e talor lieto assai, or stimandomi Achille, ed or Tersite: Uom, se
Page 263 - Quand'io, privato, oscuro, e lungi tanto Stava dal trono e da ogni suo pensiero; Or, da più notti, quella voce istessa Fatta è tremenda, e mi respinge, e tuona In suon di tempestosa onda mugghiante: — Esci Saùl; esci Saulle-...
Page 189 - L'irrequieto piede: Natura, ecco, ecco, il porta, Sì che al vento non cede, Fra gli utili trastulli De
Page 207 - Lungi dell' arte a spaziar fra i campi. Come dal cupo, ove gli affetti han regno, Trai del vero e del grande accesi lampi : E le poste a...
Page 261 - Abner, oh! quanto in rimirar le umane cose, diverso ha giovinezza il guardo, dalla canuta età! Quand'io con fermo braccio la salda noderosa antenna, ch'or reggo appena, palleggiava; io pure mal dubitar sapea... Ma, non ho sola perduta omai la giovinezza...

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