Novelle rusticane (Google eBook)

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F. Casanova, 1885 - Sicily (Italy) - 267 pages
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Page 237 - Se non c'era più il perito per misurare la terra, e il notaio per metterla sulla carta, ognuno avrebbe fatto a riffa ea raffa! - E se tu ti mangi la tua parte all'osteria, dopo bisogna tornare a spartire da capo ? - Ladro tu e ladro io. - Ora che c'era la libertà, chi voleva mangiare per due avrebbe avuto la sua festa come quella dei galantuomini - II taglialegna brandiva in aria la mano quasi ci avesse ancora la scure.
Page 109 - ... si contentava di due soldi di pane e un pezzo di formaggio, ingozzato in fretta e in furia, all'impiedi...
Page 75 - Però dov'è la malaria è terra benedetta da Dio. In giugno le spighe si coricano dal peso, ei solchi fumano quasi avessero sangue nelle vene appena c'entra il vomero in novembre. Allora bisogna pure che chi semina e chi raccoglie caschi come una spiga matura, perché il Signore ha detto : « Il pane che si mangia bisogna sudarlo.
Page 110 - Era che ci aveva pensato e ripensato tanto a quel che vuoi dire la roba, quando andava senza scarpe a lavorare nella terra che adesso era sua, ed aveva provato quel che ci vuole a fare i tre tari della giornata, nel mese di luglio, a star colla schiena curva 14 ore, col soprastante a cavallo dietro, che vi piglia a nerbate se fate di rizzarvi un momento.
Page 72 - ... che luccica quasi fosse di metallo, fra le rive larghe e abbandonate, bianche, slabbrate, sparse di ciottoli; e in fondo il lago di Lentini, come uno stagno,' colle sponde piatte, senza una barca, senza un albero sulla riva, liscio ed immobile. Sul greto pascolano svogliatamente i buoi, rari, infangati sino al petto, col pelo irsuto. Quando risuona il campanaccio della mandra, nel gran silenzio, volan via le cutrettole, silenziose, e il pastore istesso, giallo di febbre, e bianco di polvere anche...
Page 202 - E la costa dirimpetto, e la valle profonda, e la pianura della Lamia, tutto si sprofondava in quel nero senza fondo, che pareva si vedesse soltanto il rumore del torrente, laggiù, a montare verso il casolare, gonfio e minaccioso.
Page 108 - ... prima veniva da mattina a sera a zappare, a potare, a mietere; col sole, coll'acqua, col vento; senza scarpe ai piedi, e senza uno straccio di cappotto; che tutti si rammentavano di avergli dato dei calci nel di dietro, quelli che ora gli davano dell'eccellenza, e gli parlavano col berretto in mano...
Page 151 - L'è che è una bella cosa quando si può piangere i morti, senza pensare ad altro! I buoi, le pecore, la provvista del granaio, se n'erano andati col padrone. Restava la casa nera, col letto vuoto, e le faccie degli orfani scure anch'esse. Santo vi trasportò le sue robe, colla Rossa, e disse che pigliava con sé la mamma.
Page 238 - Si vedevano le camicie rosse dei suoi soldati salire lentamente per il burrone, verso il paesetto ; sarebbe bastato rotolare dall'alto delle pietre per schiacciarli tutti. Ma nessuno si mosse. Le donne strillavano e si strappavano i capelli. Ormai gli uomini, neri e colle barbe lunghe, stavano sul monte, colle mani fra le cosce, a vedere arrivare quei giovanetti stanchi, curvi sotto il fucile arrugginito, e quel generale piccino sopra il suo gran cavallo nero, innanzi a tutti, solo.
Page 230 - A te, sbirro! che hai fatto la giustizia solo per chi non aveva niente! - A te guardaboschi! che hai venduto la tua carne e la carne del prossimo per due tari al giorno! "E il sangue che fumava ed ubbriacava. Le falci, le mani, i cenci, i sassi, tutto rosso di sangue! - Ai galantuomini! Ai cappelli! Ammazza! ammazza! Addosso ai cappelli! "Don Antonio sgattaiolava a casa per le scorciatoie. Il primo colpo lo fece cascare colla faccia insanguinata contro il marciapiede. - Perché? perché mi ammazzate?...

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