La dominazione austriaca e il sentimento pubblico a Verona dal 1814 al 1847 (Google eBook)

Front Cover
D. Alighieri, 1899 - Verona (Italy) - 190 pages
0 Reviews
  

What people are saying - Write a review

We haven't found any reviews in the usual places.

Contents

Common terms and phrases

Popular passages

Page 65 - ... e voleva non perderli tutti. Allora aveva nomi di senatore, consigliere, maggiordomo, presidente del museo e direttore della stamperia reale, mastro giardiniere, e altre cose: e però Chi '1 vide in culla il battezzò Panurgo. Queste novità non le sapevano i ministri, né forse avrebbero saputo che farsi. I senatori...
Page 22 - ... gridano ad alta voce di voler scuotere il giogo del dispotismo, di atterrare i tiranni, e di difendere la ragione e la libertà. Questo è oggidì il grido del mondo. Popoli d' Italia, armatevi, egli è ormai tempo; la giustizia lo vuole, gli oppressi vostri diritti lo esigono, la religione istessa ve lo comanda; armatevi, dico, non per offendere, ma per allontanarvi dalle branche di un dispotismo, che vi offende e vi lacera, e per piantare le basi di una vera e libera società, appoggiata ai...
Page 69 - Plus d'une fois déjà la fortune a secondé mes effort», car je ne l'ai jamais invoquée que pour assurer le triomphe du bon droit ; quand une fois je la tiendrai, je ne la laisserai plus m'échapper, et nous resterons en bonne intelligence. 12 novembre. 606. La princesse de Lieven est ici ma seule ressource en fait de société ; je passe presque toutes les soirées chez elle, et la plupart des membres du Congrès suivent en cela mon exemple. Le noyau de la société qui se réunit chez elle est...
Page 159 - E sorga Oroboni, ma sorga vampiro Le vene a succhiargli furente, deliro; E quando il conforto del sonno gli arriva, Lo gravi la mano d
Page 159 - Divora le scale, s' invola alla gente, , S' invola ? Lo spera, ma invano, il codardo, Che ognuno pegli atrii fa fronte, e rista; Che sulla dannata cervice ogni sguardo . Immobile,' intenso, terribile; sta. E, pari agli sguardi, diventan le voci
Page 14 - Continuate l'opera vostra, e non vi sgomentate. Io credo che la nostra indipendenza sia un oggetto che interessar possa la mente di quei ministri austriaci che sono proprio grandi. Nella mia gita a Verona e da Nugent, mi avvidi che l'Austria non era certa di aver questi paesi , e massime a Verona fui molto incoraggiato di cercare per re Francesco di Este , e mi dissero che il consiglier Baldacci poteva favorire le nostre idee.
Page 39 - Forzata però questa casta a frenare le proprie inclinazioni prepotenti, in causa della liberale legislazione del giorno, lungi essa dal mostrarsi ben affetta al Governo, non fa che scagliare sarcasmi contro di esso, non cessando mai di querelarsi della gravezza delle imposte, non meno che di far lamenti su 11' inconcludenza dei propri privilegi.
Page 119 - Nel 1838 noi vedemmo ancora risplendere quasi un estremo raggio delle pacifiche illusioni di questo nostro buon popolo, che vorrebbe pure poter liberarsi dal grave incarico di odiare e di maledire. Quel fatto del nuovo sovrano che veniva a prendere la corona del Regno ed a giurare di reggerci secondo la legge di Dio e la giustizia era bastato a far nascere una speranza che Ferdinando, ricordandosi di esser nostro re, non ci avesse più ad abbandonare alla discrezione di un altro popolo, il quale...
Page 64 - Congresso di Verona (1822). Ricordi e aneddoti. Da un carteggio privato — Vicenza, Burato, 1887, in 8.° picc., pag.
Page 163 - Sì, salve, a farci liberi Mandato a noi da Dio! Oh dal tuo labbro mistico La gran Parola tuoni, E gli avviliti Popoli Risorgeran leoni A far redenta Italia Tutta dall'Alpe al mar! L'ode a Pio IX (i) fu diramata col solito (i) Anche il co. Pietro degli Emili stampò un sonetto J>er l' amnistia concessa dal sommo pontefice Pio IX (Verona, Libanti, 1846, fv).

Bibliographic information