Lettere dal carcere

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La Riflessione, 2008 - Biography & Autobiography - 138 pages
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Antonio Gramsci è "oggi uno degli autori italiani più conosciuti nel mondo." Ma tranne rare eccezioni, in sinistra e mondo accademico del nostro Paese questo produce olimpica indifferenza. Non mancano grandi omaggi anche sul piano istituzionale, come di recente in occasione dei 70 anni dalla morte, ma in realtà è un vizio antico quello di non prendere davvero in considerazione l'opera di Gramsci e di ignorare l'uomo ed il comunista per celebrare una sorta di eroe fuori dallo spazio e dal tempo. In un uomo così è molto facile ed autoderesponsabilizzante (leggi: scaricabarile) vedere virtù e possibilità sovrumane: se soffre, soffre perché può e comunque non è quella la sua missione? Poi, dato che il tutto fa parte del suo dovere morale, perché non soffre un po' di più? Così, con aspro humour il 19/5/30 Gramsci scrive di questo alla cognata Tatiana. Credo che riattualizzino questa dinamica autoderesponsabilizzante quanti fanno oggetto Gramsci di omaggi rituali, rifiutandosi così di fatto di raccogliere la sua eredità politica e culturale. Insomma, è più facile coltivare dei miti che confrontarsi coi problemi che certi uomini pongono ancora.
  

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Review: Lettere dal carcere

User Review  - Sergei Moska - Goodreads

This is the abridged, Italian version. An interesting collection of letters from (not to) Gramsci, and at times incredibly moving. It turns out that being in jail sucks. As a window into Gramsci or as ... Read full review

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Contents

Section 1
7
Section 2
27
Section 3
33
Section 4
56
Section 5
70
Section 6
98
Section 7
117
Section 8
123
Section 9
127
Section 10
133
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