Geschichte der italienischen Poesie (Google eBook)

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Page 374 - E gli occhi non ardiscon di guardare. Ella sen va, sentendosi laudare, Benignamente d'umiltà vestuta; E par che sia una cosa venuta Di cielo in terra a miracol mostrare. Mostrasi si piacente a chi la mira, Che da per gli occhi una dolcezza al core, Che intender non la può chi non la prova. E par che della sua labbia si muova Uno spirto soave e pien d' amore, Che va dicendo all'anima: sospira.
Page 573 - ... 1 van dolore, ove sia chi per prova intenda amore, spero trovar pietà, non che perdono. Ma ben veggio or sì come al popol tutto favola fui gran tempo, onde sovente di me medesmo meco mi vergogno; e del mio vaneggiar vergogna è '1 frutto, e "1 pentersi, e '1 conoscer chiaramente che quanto piace al mondo è breve sogno.
Page 465 - O Simon mago, o miseri seguaci, Che le cose di Dio, che di bontate Deono essere spose, e voi, rapaci, Per oro e per argento adulterate; Or convien che per voi suoni la tromba, Però che nella terza bolgia state.
Page 466 - Chè la vostra avarizia il mondo attrista , Calcando i buoni e sollevando i pravi. Di voi Pastor s'accorse il Vangelista , Quando colei , che siede sovra l'acque , Puttaneggiar co...
Page 466 - Ahi, Costantin, di quanto mal fu matre, Non la tua conversion, ma quella dote Che da te prese il primo ricco patre!
Page 374 - Tanto gentile e tanto onesta pare* La donna mia, quand' ella altrui saluta, Ch' ogni lingua divien tremando muta, E gli occhi non ardiscon di guardare.
Page 405 - Ch'avrà in te sì benigno riguardo, Che del fare e del chieder, tra voi due, Fia primo quel che tra gli altri è più tardo.
Page 352 - Era la vista lor tanto soave e tanto queta, cortese e umile, ch'i' dissi lor: »Vo' portate la chiave di ciascuna vertù alta e gentile. Deh, foresette, no m'abbiate a vile per lo colpo ch'io porto; questo cor mi fue morto poi che 'n Tolosa fui«. Elle con gli occhi lor si volser tanto che vider come '1 cor era ferito e come un spiritel nato di pianto era per mezzo de lo colpo uscito. Poi che mi vider così sbigottito, disse l'una, che rise: »Guarda come conquise forza d'amor costui!
Page 460 - E gl' infiammati infiammar sì Augusto, Che i lieti onor tornaro in tristi lutti. L' animo mio per disdegnoso gusto , Credendo col morir fuggir disdegno , Ingiusto fece me contra me giusto. Per le nuove radici d' esto legno Vi giuro che giammai non ruppi fede Al mio signor che fu d
Page 491 - Senza chiamare, e grida: io mi sobbarco. « Or ti fa lieta, che tu hai ben onde ; « Tu ricca, tu con pace, tu con senno. « S' io dico ver l'effetto noi nasconde.

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