Di un amore di Ugo Foscolo: con tre bigliettini amorosi inediti (Google eBook)

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Fratelli Dumolard, 1883 - 46 pages
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Page 21 - Chi l'avrebbe mai detto che, dopo tante e sì fiere vicende, io dovessi vedere unite le due donne che sono le più care al mio cuore.... e lo saranno per sempre; perché, con tutti i miei ventiquattr'anni, il mio cuore è divenuto come un vecchio che non loda e non desidera che il passato.
Page 35 - Mi accusi di freddezza e di distrazione quando appunto io sono tutto tuo e pieno di te. — Ne' pochi momenti ch'io siedo al tuo fianco m'hai tu veduto freddo o distratto mai? quando io siedo solo e sicuro da mille occhi che ci spiano, quando io ti parlo libero da tante etichette, per cui mi sento ammazzare tutte le più care affezioni nel punto che il cuore domanda l'espansione e la solitudine dell'amore.
Page 24 - Ma l'incertezza di rivedervi si accresce di giorno in giorno: e fra due settimane non troverò persona forse che venga da Venezia e che mi parli di voi. — Ma io porterò con me le...
Page 37 - Stelietto 14; mio Dio mio Dio! ho sempre le stanze affollate — avrei mille cose da dirti — Ma puoi tu scrivere alle persone del tuo cuore in faccia agli occhi o esploratori o indifferenti? — Addio dunque addio. Addio mio angelo. Amami, se non come io t'amo, almen quanto io t'amo.
Page 36 - ... e della civetteria usurpano il primo seggio e ne cacciano il cuore; ed allora io tremo per me, e gemo per l'amore che si deve o smascherare o languire. — • Non è egli il fatalissimo de...
Page 20 - ... perché non ho avuto nemmeno il coraggio di scolparmi! Ma poiché voi sola dovete essere il mio giudice, io non farò alcuna difesa; io mi confiderò su la vostra generosità, e su la gratitudine che voi mi dovete per la gentile conoscenza ch'io vi procuro. La contessa Antonietta Aresi vi farà avere questa mia lettera. Vi dirò io che la mia amica è bella, ch'ella ha sommo ingegno, una coltissima educazione, un cuore angelico...
Page 44 - Voi intanto mi siete sparita; ho girato su e giù invano — o la folla mi vi ha nascosta, o voi avete lasciata la sala prima del solito : mi sono seduto sulla stessa sedia; le vostre erano vote e mi lusingavano che voi ritornaste ; cosi io mi divorava pazzamente il tempo; avrei potuto vedervi al caffè, e non vi trovai più. Quella visita alla Signora Albetta ci strascicò dietro una folla di noje. — Buona notte intanto ; se voi ed io possiamo dopo tante disgrazie sperare una buona notte. La mia...
Page 26 - Or fra le donne è spenta La mia baldanza e la mia possa in guerra. » E penso a tanti guai passati, a tanti rischi affrontati, e mi pare che s'io...
Page 42 - Meno tenero l'orse , ma non meno eloquente , è il secondo : (Venezia, aprile o maggio, 1806). « Ti vedrò verso le tre — forse prima : ad ogni modo tu puoi escire per le tue visite perché se mai tu non fossi in casa t' aspetterò. Vorrei pur venire alla una — ma devo obbedire alla cassia eh' io prenderò scritto appena questo biglietto — sai tu eh' io teneva jeri la minaccia d' una malattia seria ? mi sono rassicurato — e spero che fra due giorni sarà tutto passato.
Page 47 - Milano, de' 15 novembre di quello stesso anno, fa di bel nuovo capolino la parola amore : « II Cavaliere (25), mia dolcissima amica, m' ha piantata una spina nel cuore con le ultime righe della sua ultima lettera: Sapete voi che Isabella e il marito furono gravemente infermi nella lor villa? Al colpo, 14 l'amico mio aggiungeva il balsamo; ma io cominciai a rimproverarmi amaramente il silenzio che mi lasciava come uomo diviso dalle Alpi e dall

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