La Folie Baudelaire. Ediz. italiana

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Adelphi, 2008 - Literary Criticism - 425 pages
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Al centro di questo libro si trova un sogno - l'unico che Baudelaire abbia raccontato. Entrare in quel sogno à ̈ immediato, uscirne difficile, se non attraversando un reticolo di storie, di rapporti e di risonanze che coinvolgono non solo Baudelaire ma ciÃ2 che lo circonda. Dove spiccano due pittori di cui Baudelaire scrisse con stupefacente acutezza: Ingres e Delacroix; e due altri che solo attraverso Baudelaire possono svelarsi: Degas e Manet. Secondo Sainte-Beuve, perfido e illuminato, Baudelaire si era costruito un " chiosco bizzarro, assai ornato, assai tormentato, civettuolo e misterioso ", che chiamÃ2 " la folie Baudelaire" (folies era il nome settecentesco di certi padiglioni dedicati all'ozio e al piacere), situandolo sulla "punta estrema del Kamcatka romantico". Ma in quel luogo desolato, in una terra ritenuta dai piÃ1 inabitabile, non sarebbero mancati i visitatori. Anche i piÃ1 opposti, da Rimbaud a Proust. Anzi, sarebbe diventato il crocevia inevitabile per ciÃ2 che apparve da allora sotto il nome di letteratura. Qui si racconta la storia, discontinua e frastagliata, di come "la folie Baudelaire" venne a formarsi e di come altri si avventurassero a esplorare quelle regioni. Un storia fatta di storie che tendono a intrecciarsi - e per alcuni decenni ebbero come sfondo le stesse strade di Parigi. Annotation Supplied by Informazioni Editoriali

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Review: La Folie Baudelaire

User Review  - Mark Broadhead - Goodreads

I give up. This is not about Baudelaire. He is just an excuse to talk about 19th-century artists. I don't read much about visual art, but I don't think Calasso is very good. The one long analysis of ... Read full review

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