Eva dorme

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Edizioni Mondadori, May 17, 2011 - Fiction - 352 pages
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È l'alba. Anche stanotte Eva non riesce a dormire. Apre la finestra: l'aria pungente e dolce dell'aprile altoatesino sa di neve e di resina. All'improvviso il telefono squilla, la voce debole di un uomo che la chiama con il soprannome della sua infanzia: è Vito. È molto malato, e vorrebbe vederla per l'ultima volta. Carabiniere calabrese in pensione, ha prestato a lungo servizio in Alto Adige negli anni Sessanta, anni cupi, di tensione e di attentati. Anni che non impedirono l'amore tra quello smarrito giovane carabiniere e la bellissima Gerda Huber, cuoca in un grande albergo, sorella di un terrorista altoatesino e soprattutto ragazza madre in un mondo ostile. Quando Vito è entrato nella sua vita Eva, la figlia bambina, ha provato per la prima volta il sapore di cosa sia un papà: qualcuno che ti vuole così bene che, se necessario, perfino ti sgrida. Sul treno che porta Eva da Vito morente, lungo i 1397 chilometri che corrono dalle guglie dolomitiche del Rosengarten fino al mare scintillante della Calabria, compiremo anche un viaggio a ritroso nel tempo, dentro la storia tormentata dell'Alto Adige e della famiglia Huber. La fine della Prima guerra mondiale, quando il Sudtirolo austriaco venne assegnato all'Italia, e Hermann Huber, futuro padre di Gerda, perse i genitori e con loro la capacità di amare. Gli anni di sangue della Seconda guerra mondiale e dell'Opzione, l'accordo stretto tra Hitler e Mussolini per cui gli altoatesini di lingua tedesca sarebbero dovuti emigrare nella Germania nazista, salvo poi, tornati in Italia, diventare il bersaglio del disprezzo di chi, pur volendolo, non aveva fatto in tempo a partire. Fino agli anni Sessanta e Settanta, stagione di bombe e di stragi ma anche della voglia di ricominciare a vivere, di dondolarsi a ritmo di swing: un pugno d'anni in cui Gerda ed Eva hanno formato insieme a Vito una famiglia. Che cosa ne è stato di quel grande, forse impossibile amore? Perché Vito, che amava Eva come una figlia, non le ha più fatto sapere nulla di sé? Per Eva è arrivato il momento di sapere. Solo così il suo sonno potrà tornare a essere profondo come quando era bambina. Orchestrando con mano sicura fatti e personaggi, Francesca Melandri ha scritto un romanzo potente, risonante di echi e suggestioni, che si distende in adagi solenni e maestosi e sa accendersi in allegri briosi e sorridenti. La storia di una terra orfana di patria, di una bambina senza padre, e di un amore struggente. Sono pagine che con lucidità e passione danno voce al racconto vero dell'Alto Adige, per anni rimosso e seppellito, e che noi italiani - così vicini, così lontani - forse non abbiamo mai veramente conosciuto.
  

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User Review  - Lunarreader - LibraryThing

A very nice novel. Apart from some 70 pages (230 -300) where nothing much significant happens, this book gives you a very good impression of a forgotten part in the European history in the small ... Read full review

Contents

Prologo
9
1919
230
km 230295
295
1971
341
1963
350
Copyright

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