Francesca da Rimini (Google eBook)

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Fratelli Treves, 1904 - 279 pages
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Page 17 - scarlatto e romagnuolo! IL GIULLARE. Io vo sempre cercando cose nuove, come nuovo ch'io sono; però fo questo. Ma dianzi io trovai più nuova cosa, qui venendo: ch'io mi scontrai con uno, presso di qui due miglia, che il capo avea di ferro e le gambe di legno e favellava con le spalle.
Page 192 - e, vedendolo, anch'io con lui piangeva. Gli occhi di Francesca si empiono di lagrime, la sua voce trema. FRANCESCA. Voi piangevate? PAOLO. Francesca ! FRANCESCA. Piangevate? Ah, Paolo, sia benedetto colui che v'insegnò tal pianto! Io pregherò per la sua pace. Ora io vi vedo, vi rivedo come allora, dolce amico. E venuta la grazia
Page 190 - A suolo, a suolo basilico ti stendo, che tu ci dorma, che tu lo tagli, che tu l'odori, che di me ti rammenti ! „ A Firenze, ogni donna tiene sul davanzale il suo basilico. È vero? Non volete parlarmi un poco della vostra vita? Sedete qui. Parlatemi di voi. Come avete vissuto? PAOLO. ATTO
Page 159 - mercatante la inchina umilmente. Buon mercatante, che mi porti tu? IL MERCATANTE. Magnifica Madonna, tutto quello che si conviene alla magnificenza vostra: zendadi leggieri e broccati d'alto ricamo, riccio sopra riccio, ermesini, damaschi, sciamiti, cambellotti, grossagrane, stamigne, pignolati, uccellati, baracani, frustani, zetani, cammuccà, rasce, dobletti alla napolitana
Page 35 - ferro. Noi la daremo allo Sciancato, per il soccorso di quei cento fanti! Ma non vale ella forse la signoria di tutta la Romagna? Falso notaro, che ponesti in niente al mio padre? È ben tuo questo basso mercato. Io non ne voglio. Intendi ? SER TOLDO. Che tarantola vi morde, Messer Ostasio?
Page 139 - posto quasi a paro del davanzale, onde chi vi s'adagi scopre tutta la marina di Rimino. Un organo portabile, di piccola mole, con cassa canne tasti manticetti e registri finamente lavorati, riposa in un angolo; e un liuto, e una viola, con esso. Su un deschetto è uno specchio d'argento a mano, tra oricanni
Page 41 - regno ! Com'è bella ! Non v'è spada che sia diritta quanto lo sguardo de' suoi occhi, s'ella guarda. Ella mi chiese ieri: "A chi mi date voi ? „ Quand'ella cammina, et i capelli le cadono d'intorno alla cintura e pe' ginocchi forti (è forte se bene pallida) e scrolla un poco il capo, ella dà
Page 32 - voi, né altri certo potrà mai fare ch'ella lo voglia per marito, s'anco voi le poneste lo stocco alla gola o la traeste pe' capelli a furia nelle vie di Ravenna. OSTASIO. Io lo so bene, Ser Toldo: il mio padre le diede per nutrice una sua spada di meravigliosa tempera, quella
Page 212 - d'Aldobrandin degli Argogliosi! Egli si china a raccattar lo stocco sguainato. Papa Martino è morto e Re Carlo gli andò innanzi in paradiso. Mal per noi! Questo Pietro di Stefano che Onorio ci manda per Rettore non mi par nostro amico, e non dei Polentani, non del padre

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