vermögen jmd. etw. zu thun = valere qd. a fare qc. (siehe dieses).

Verpflegung = alimentazione.

verpflichten; sich für verpflichtet halten, fühlen = trovarsi in dovere.

versöhnen = metter d'accordo.

verspäten, sich = esser in ritardo. . . . finche una grande scampanellata non Ii averti che la mamma era in ritardo (Fanf.).

sich verständlich machen = farsi comprendere.

versteinert sein = rimanere di sasso. Quando la scorse, egli rimase di sasso (Fan.).

Versuch; einen Versuch machen = far un tentativo.

vertauschen gegen = barattare con (siehe dieses).

Vertrag = appunto (siehe dieses).

verwerfen = respingere. La Camera dei comuni ha respinto in seconda lettura con voti 292 contro 289 un bill Parlamentäre.

vorfallen = succedere. Enrichetta, sua liglia, che leggicava un giornale . . . disse improvvisamente: Mamma, sai che cosa e successo} (Fanf.).

vorreden; den Leuten etw. vorreden = far credere qualcosa alla gente.

wagen = avventurarsi (siehe dieses).

wahrhaftig = in coscienza.

Wahrheit; um die Wahrheit zu sagen = per vero dire.

Wäsche od. wechseln; die Wäsche wechseln = cambiare la biancheria. La biancheria non esige minore attenzione nel tenerla netta, cambiandola piü spesso che si puö.

Weinschenke = fiaschetteria (siehe dieses). Mich, giebt unter andern „osteria" an, welches nicht richig ist. osteria = albergo per viaggiatori di bassa condizione. Ebenso giebt Mich, einfach „canova" an, ich habe immer „canova di vino" angeschrieben gesehen.

weiterfahren (weitergehen) = continuare la sua strada. II treno non avendo potuto continuare la sua strada . . . (Corr. Ital.).

wenden; den Blick wenden = girarc lo sguardo. Dovunque giriamo lo sguardo (Fanf.).

Wert; Wert legen auf = far conto, od. gran conto di. Poeti e pubblicisti . . . facevan gran conto di un suo giudizio (Fanf.).

Wichtigkeit beilegen = attri

buire importanza a qc. (siehe Satz bei „Presse").

widmen — dedicare. Dedicateci la vostra sera (Fanf.).

Wildheit = bravura (siehe dieses).

Wildschwein = cinghiale, cignale.

witzeln = mostrar spirito.

wohnen = aver stanza. Nel quartiere sudicio, se non puzzolente, dove ha stanza la colonia italiana (Fanf.).

wohnen od. sich aufhalten = far dimora. ... e vi (a Parigi) fece (Boccaccio di Chellino) lunga d i mora (G. Maffei).

Wortwechsel, in einen Wortwechsel geraten = venire a diverbio. A Sant' Antonio Trebbiense stamani il campare . . . venne a diverbio con un contadino armato di falce (Corriere Italiano).

Wundfieber = febbre vulneraria (siehe dieses).

Wünschen; neben „dar il buon giorno" könnte noch „dar il buon viaggio" angegeben sein.

Zahl; die verhexten, verwünschten Zahlen = quella diavoleria di numeri (siehe „diavoleria").

Zeichen, Beweis; als Zeichen, Beweis von = in testimonianza di (siehe dieses).

zeigen = dar a divedere. In conseguenza di ciö, gli uomini lo detestano, senza perö darlo a divedere (Fanf.).

zeigen = accennare (siehe dieses).

zeigen = dar mostra (siehe das letztere).

zeigen, darstellen = scoprire (siehe dieses).

sich zeigen == far apparizione (siehe

Satz bei „apparizione). Zeit; zu gleicher Zeit = in pari

tempo (häufiger als das angegebene

nell' istesso tempo). Zeitraum; kurzer Zeitraum = giro

di tempo. Zergliederer = analizzatore. Zimmerdecke = volta (siehe dieses). Zipfel; Schürzenzipfel = cocca del

grembiale. Zögling, Schülerin = alunna.

. . . e due di esse, alunne della

classe quarta elementare (Corriere

Italiano).

Zolleinnehmer = ricevitore di Dazio. Un ricevitore di Datio ebbe la medaglia d'oro (La Nazione).

Zollwächter = guardia doganale.

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I riflessi romanzi di

viginti, trigìnta, quadraginlà. quinquaginta, se.xaginla, scpifujaginta, oct(u)aginta, nonaginla *novaginta.x

I nomi romanzi delle decine si sono foneticamente dilungati non poco dalle basi latine, mostrando tutti un forte accorciamento {venti, quaranta ecc.) e curiose divergenze tra le varie favelle neolatine (it. quaranta, sp. cuarenta ecc.). Orbene, il cammino, certamente non piano, che le forme latine abbiano dovuto percorrere per ridursi agli ultimi loro riflessi romanzi, non è stato mai di proposito rintracciato da alcuno. Di rado qualche sguardo, taluno bensì molto acuto, vi s' è rivolto, e sempre di fuga, a proposito

1 La lunghezza della prima vocale di viginti triginta, e della seconda vocale di quadraginta e sim., è accertata da luoghi di poeti, oltreché dalle risposte greche e'ixoot tQtaxovza (St'jXOi'Ta ecc. Anche YS di -ginta è accertata da luoghi di poeti, nonostante sia contradetta dal gr. -xovtà e la poesia latina decadente mostri talora anche -S (p. es. in Marziale or sexagintä or sexagintä). Anche 1' -i di viginti è assicurato da passi di poeti. L' -7di -giriti -ginta è dimostrato, in linea collaterale, dall' o di -xovxtx e dalla breve di tutte, si può dire, le altre favelle ariane, e, in linea discensiva, dallo sp. cuarenta ecc. come vedremo — Quanto alla base octuaginta, voluta dai riflessi romanzi, e nota come rivale, nello stesso uso latino, del normale octoginta, veggasi Ascoli, nella ,,Rivista di filologia classica", a. IV, p. 583; il quale ricorda opportunamente la voce it. ottuagenario — Per quel eh' è dell' K di septuaginta octuaginta, esso andò naturalmente travolto come in altre voci (ricordisi batuere, fuluere, quattuor, Januarius, consuere, februarius, mortuus, Addua ecc.), anche perchè, qui com' altrove (cfr. mortuus), esso riusciva morfologicamente, non che soverchio, perturbatore d' ogni simmetria. L* rendeva septuaginta octuaginta non solo dissimili da quadraginta sexaginta nonaginta (altra cosa è 1' u di quinquaginta abbarbicato al suo q !), ma discordi, che è più, dalle rispettive unità; giacché, se a sex quinqu(e) risponde sex-aginta quinqu-aginta, anche a sept(em) oct(o) deve corrispondere * sept-aginta oct-aginta — Lo slesso livellamento con la rispettiva unità determinò la riconiazione di nonaginta in * novaginta, la qual ultima forma però sarà meramente teorica, cioè il -v- si sarà determinato parallelamente nelle singole lingue, perciò che troppe son le reliquie qua e là della forma coli' -re-, come mostrano il nonanta nonanto nottanti' del prov. ant. e mod. e del frane, antico e di dialetti francesi moderni, e il nunanta emiliano, veneto e mantovano, nunaunta altoengadinese, e il noranta piemontese, sardo, lombardo, col secondo -«- dissimilato (si confronti anche cor fiorentino plebeo = con; che deve essere sorto dapprima per dissimilazione in formule come con uno ecc.). Il FI e chi a (Riv. di fìl. class. I, 303), che prima di me avea registrate quasi tutte codeste forme, ci darebbe un nonanta anche nel napoletano; ina io non ne ho conoscenza.

d' altro. Un apposito esame, minuzioso, insistente, completo, non ne è stato mai fatto; e mi permetto qui di tentarlo.

Una dottrina prevale pure tra i romanisti, sebbene in abbozzo: che in quaranta e sim. s' abbia il continuatore d' un *quadräginta con la accentuazione arcaica latina, o mantenutasi viva, per tali e per alcune altre voci, nel latino popolare, o ricomparsavi dopo secoli, per una specie di ricorso. E dalla equazione comunemente accolta quaranta = quadräginta è poi parso doverne venire come di conseguenza che anche in venti trenta s' abbia a riconoscer I' ultimo esito di un viginti iriginia. Da vlginti, dunque, si sarebbe avuto un *t*gintiwfinti, quindi *vijnti con sincope del penultimo i atono, e quindi *vijnti con abbreviazione dell' ì per effetto della posizione (-/»/-), e quindi infine *véinii venti, con é(i) = ìj. E così triginta *lnjnta trenta. Lo spagnuolo, che dice veinte treinta (che suona veinte ecc.), verrebbe ad averci conservato come una attestazione preziosa della penultima tappa, presentandoci intero 1' A'= tj.

Sennonché, a prescindere per ora da tutta la dottrina in genere, due gravi objezioni insorgono, secondo me, contro codesta ultima percezione. In prima, sarebbe cosa veramente singolare che il più trasparente calco del voluto viginti triginla ci venisse giusto dalla Spagna; la quale, poiché ha cuarenta cincuenta ecc. risalenti evidentemente a quadräginta ecc., nulla dunque mostra di sapere del proparossitonismo in quelle decine appunto nelle quali esso più pare evidente, per le forme italiane e francesi, e dalle quali ha preso le mosse tutta la dottrina in questione. In secondo luogo, posto che lo sp. veinte treinta riproducesse direttamente un *vfjnti tnjnta, nessun modo vi sarebbe allora di conciliar con esso il portoghese vinte tritila. Un iberico comune ti non si sarebbe mai chiuso in ''nel portoghese, il quale è riboccante di ei quasi d'ogni provenienza, e non solo dice rei reino seis lemeis ecc. lai quale come lo spagnuolo, ma altresì risponde con feilo leilo estreilo conccito inteiro freima leigo primeiro beijo madeira madeixa pcixe ecc. e fäceis amdvfis dizieis leilor temei candeia ecc. agli sp. hecho lecho cstrecho concepto eiitero flema lego primero beso madera madeja pez ecc. e fdciles amabais deciais lector lemed candela ecc.1 Cosicché, insomma, con veinte ecc. che risalisse a un *vt jnli ecc. lo spagnuolo si sarebbe messo in contraddizione col portoghese, per vinte ecc.; e col portoghese e con se medesimo, per cuarenta pg. quarenla ecc. ecc.

Ebbene, ogni discordia cesserebbe, pare a me, se noi invece ponessimo che véinle treinta rappresentino una fase: accentuale più recente, sotto a cui vi sia un iberico comune e protospagnuolo *va nie

1 I rari casi come pg. remir = *reìmir (sp. redimir), mezinha = *meìzinha (pg. più letter. e sp. medicina), sadico oltre scidico stantio (napoletano sedeticcio. ^**editicitts). non si potrebbero addurre a conforto di i da eif non solo perchè vi si tratta di e e non d' ma perchè 1' ei ivi è protonico non tonico. I più rari, poi, di « da come viste = *vit?ste vedesti, sono effetto di perturbazione analogica (v. la mia Grammatica Portoghese, p. 46— 47 nota 5), e sono nessun rispetto servono qui. /

tränkt, che fosse calcato su viginli triginta cosi semplicemente corne lo sp. cuarenia pg. qwirenta, sp. cincuenta pg. cincoenta, sp. scscnta pg. sesscnia, sp. pg. setenta, sp. ochenta pg. oitenla, sp. pg. novtnta, sono calcati sopra quadraginta quinquaginla ecc. Anzi, 1' antico spagnuolo aveva tuttora forme come cinquacnta sesaenla selaenta (Diez); preziose davvero, perchc lascian trasparire ancor piü chiaramente lo Schema della base latina, e fanno dileguare fin 1' ombra del dubbio che lo sp. cuarenia potesse risalire a un *quarainla *qua(d)rdj(i)nta come primero a *primairo.x Cosi, lo sp. pg. quarenla sta all'areaico spagnuolo, e, certo, protoiberico, quaracnta; come lo sp. pg. e lombardo quaresma, prov. caresme, ant. fr. quaresme mod. cartme, leccese quaremma, soprasilvano e bolognese quariisma, altoengadinese quaraisma, valacco pereäsimi (plur.), toscano quaresima, stanno al napoletano qtiaraesema quarajcsema e calabro-siculo coraisima, che lascian meglio trasparire la base latina quadragesima; e cosi come 1* ant/ sp. cinquesma del Poema del Cid (v. 3725) e soprasilvano tschunquHsma altoengad. schinquäisma, significanti pentecoste, risalgono a quinquagesima.- Ne c' e bisogno di citare per il portoghese i suoi piü domestici e peculiari esempii di besta = balista, mcslrc = magister ecc.

Se mi si consente, adunque, di postulare parallelamente al quara-enia ecc. un protoiberico *ve-inte tre-inta, io ne caverö, molto semplicemente, dall' un lato il pg. vinte trinta, sul tipo di crivel = arc. creivel (sp. creible), Udo fsp. leido), arc. Udima = *le(g)idimo, cria via = cre(d)ia vc(d)ia, cri = sp. crei credetti, vir = ve(n)ire, vindes (venite) = *veindes = arc. sp. venides, vindo (venuto) = *veindo = sp. venido, vinha tinha = *veinha teinha = venia tenia,3; e dall' altro lato ne cavero lo sp. veinte treinia merce quella ritrazion d' accento che in sp. 1' -ei- ci presenta anche in reina (rtinaj, che certamente dev' essere una volta stato, come in italiano, rei/ia.A

1 Sarei tentato anche di dire che, dato un iberico *quarainla, il pg. o 1' avrebbe serbato intatto o 1' avrebbe fatto *quareinta. Ma me n' astengo, perche non ricordo messun dittongo che in pg. preceda un gtuppo di consonanti, e per contrario ricordo pure qualche raro caso di e da ai, p. es. queda sp. caida la caduta, cereja eiliegia, e, in genere, di dittonghi abortiti: cfr. la mia Gr. a p. 14.

2 Le forme ladine le tolgo dall' Ascoli, Arch. Gl. I 168—169 n.; la leccese e la cal. sie. dal Morosi, Arch. IV 123.

5 Vedasi la mia Gr. Port., p. 17, 45, 47.

4 Anche il franc. reine ha ritratto 1' accento; e 1' antico ebbe reine, p. es. nella Chanson de Roland (v. 2713) dove assuona, p. es., con stre. E superfluo poi il ricordare altri scambi accenluali tra vocali altigue come quelli dei tipi filiiMo- mutiere-; e quel dello sp. fuc, che, naturalmente, dove prima csser füe come in ital. arcaico; e del venez. siola cipolla (Teza) di contro al bologn. sivola mantov. sigöla, c venez. mcola (Arch. I 528) di c. al mantov. miola midolla; e del lle lia per He = lei, e simili, di molti dialetti; e dei comuni errori Frluli per Friuli e bdule per baüle; e 1' oscillazione spagnuola fra dun e aün, ecc. E ritratto 1'accento e certo nelle forme francesi come mut/re haine (arc. haine), rairc braire (Diez, Less. IIC, Flcchia, Arch. Gl. II 379 seg.), faine ghianda di faggio (veramente il lat. i fdglna, ma come ogni aggett. -Ino, passö certo a faglnn), falle fastigio (arc. faiste), axc.fayne (oggi fouine) faina, chatne, chaire ecc. Cfr. pure Nigra, Arch. III 8, 9, 10, 12, 13.

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