101 donne che hanno fatto grande l’Italia

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Newton Compton editori, May 3, 2011 - History - 213 pages
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Dalle icone della storia alle protagoniste dei nostri tempi Dal Medioevo al processo di unificazione nazionale, dall’età giolittiana al fascismo, dalla guerra agli anni Cinquanta, dal Sessantotto al crollo della Prima Repubblica, fino ad arrivare alla strettissima attualità, una selezione delle 101 donne più importanti del nostro Paese: Chiara d’Assisi, Anita Garibaldi, Rita Levi Montalcini, Sibilla Aleramo, Ada Boni, Maria Montessori, Gae Aulenti, Sara Simeoni, solo per citarne alcune. Donne che si sono impegnate in vari campi: nella politica, nello sport, nel costume, nella letteratura, nella magistratura, nel cinema, nella televisione, nell’architettura, nell’imprenditoria, nel giornalismo. Personalità illustri che con la loro intelligenza, sapienza, fascino e bellezza hanno contribuito a dare prestigio all’immagine dell’Italia nel mondo. Giulia Galeotti storica contemporaneista, collabora con il Dipartimento di Studi storici dell’Università di Roma La Sapienza. Tra le sue pubblicazioni, Storia dell’aborto, Storia del voto alle donne in Italia (Premio Capalbio 2007 e Premio Amelia Rosselli 2007), In cerca del padre. Storia dell’identità paterna in età contemporanea, Gender-Genere. Collabora con giornali e riviste. Lucetta Scaraffia (Torino 1948) insegna storia contemporanea all’università di Roma La Sapienza. Si è occupata soprattutto di storia delle donne e di storia del cristianesimo, con particolare attenzione alla religiosità femminile. Le sue opere più recenti: Contro il cristianesimo: l’ONU e l’Unione europea come nuove ideologie (con Eugenia Roccella); Due in una carne. Chiesa e sessualità nella storia. È membro del Comitato nazionale di bioetica. Insieme con monsignor Thimoty Verdon e Andrea Gianni fa parte del direttivo dell’associazione “Imago Veritatis – l’arte come via spirituale” che ha organizzato la mostra presso la Venaria Reale di Torino Il Volto e il corpo di Cristo. Collabora con «l’Osservatore Romano», con « Il Foglio», con «Il Sole 24 Ore», con «Il Riformista».

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