A voi che mi mancate tanto

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Edizioni Mondadori, Jun 21, 2011 - Political Science - 264 pages
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«È strano... Nel vocabolario, quando si perde il padre, la madre o entrambi i genitori, si dice che si è "orfani". Quando si perde la moglie o il marito, si dice che si è "vedovi". In compenso, quando si perdono i propri figli non si dice niente. Non esiste una parola per designare questa condizione. È una cosa spaventosa al punto da non poter essere nominata?» Nell'estate del 2008, Anne-Marie Revol è al mare in Grecia con il marito per la prima, breve vacanza da «fidanzati» dopo la nascita delle due figlie, Pénélope e Paloma, di tre e un anno. Le bambine si trovano con i nonni in montagna. La notte del rientro a casa, scoppia un incendio che uccide le bambine. Il legame tragicamente interrotto viene ricreato nelle pagine di questo libro, in cui in una sorta di diario prende vita il racconto quotidiano a Pénélope e Paloma di tutto quanto accade dopo la loro morte. Alla carta Anne-Marie affida, con estrema sincerità, le sue emozioni, ripercorrendo i giorni successivi alla perdita, l'elaborazione del lutto - anche grazie al supporto di uno specialista -, fino alla nascita di Lancelot, un anno dopo, idealmente affidato alla protezione delle sorelle. «Per la prima volta oggi, il vostro fratellino ha sorriso. Agli angeli. La sua bocca si è socchiusa, una fessura generosa ha rischiarato il suo viso meraviglioso, gli ha allungato gli occhi, arrotondato le guance. Papà e io siamo rimasti senza parole. Questa sera, mi piace pensare che gli angeli ai quali sorrideva foste voi.»
 

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