Abbiate pietÓ di mio figlio

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Sperling & Kupfer, Jan 17, 2012 - Biography & Autobiography - 232 pages
A Parigi il Velodromo d'Inverno era un edificio dedicato allo sport, capace di contenere 17.000 spettatori. Un tempio consacrato allo svago: quanto di pi¨ stridente con l'uso ignobile cui fu piegato quando vi furono ammassati migliaia di cittadini ebrei destinati alla deportazione. Il rastrellamento del 16 e 17 luglio 1942 Ŕ uno degli episodi pi¨ vergognosi e tragici della Seconda guerra mondiale. Per ordine del governo di Vichy, 3.031 uomini, 5.802 donne e 4.051 bambini vengono strappati dalle loro case e rinchiusi nello stadio. In condizioni disumane, fra la disperazione, la fame e la mancanza d'acqua, qualcuno riesce a scribacchiare una lettera che, grazie alla buona volontÓ di qualche carceriere, arriva a destinazione. Alcuni messaggi traboccano di speranza: sono quelli di chi, ignaro della propria sorte, osa pensare al futuro; molti altri, invece, vanno dalla preoccupazione alla lucida consapevolezza di un non ritorno. E alcuni, i pi¨ toccanti, sono quelli che danno voce allo strazio per i pi¨ piccoli: la madre che affida il figlio a degli sconosciuti, il fratello maggiore che si angoscia per il pianto del fratellino, la ragazzina che chiede perdono ai suoi cari per chissÓ quali mancanze. Queste sconvolgenti lettere sono unite qui per la prima volta - a lungo si Ŕ creduto che di quel drammatico capitolo della Shoah esistesse una sola fotografia - unitamente alle riproduzioni fotografiche delle lettere e a immagini d'epoca. Un documento storico, unico e potente.
 

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