Arabi ed Ebrei nella storia

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Guida Editori, 2005 - Religion - 382 pages
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Il volume propone alcuni scritti del semitista e islamista italiano Giorgio Levi Della Vida. Filo conduttore dei saggi: le caratteristiche e le vicende storiche e religiose di due popoli, l'ebraico e l'arabo, i cui incontri e conflitti sono di grande attualità. Le tematiche affrontate sono di notevole interesse; tra di esse, un rilievo particolare occupano quelle relative al rapporto tra Oriente e Occidente, tra Ebraismo e Cristianesimo, la visione di Dio nell'Antico Israele ed il predominio europeo sul mondo arabo e la formazione degli Stati contemporanei. Nonostante la complessità degli argomenti, la prosa è chiara e accessibile.
 

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Page 30 - Scritti storici e geografici, a cura di G. Salvemini e E. Sestan, Firenze, Le Monnier, 1957, p.
Page 33 - ... dell'Italia, se badiamo al contingente che spetta a ciascun popolo nella sacra falange degli uomini grandi. Ma la proporzione fra il numero di questi e gli stuoli dei minori che li secondino con l'opera assidua e diffusa, è smisuratamente diversa fra l'Italia ed altri paesi civili, e in ispecie fra l'Italia e la Germania, e sempre in danno dell'Italia. Qui vi furono e vi sono, per tutte quante le discipline, dei veri maestri; ma la greggia dei veri discepoli è sempre mancata; e il mancare la...
Page 34 - Ora, quanti italiani sieno venuti a lavorare sul campo degli studj ai quali qui si allude, hanno sempre tutti mostrato tutta quella indipendenza e tutta quella originalità, che la sana mente consentisse. Il fatale ossequio si riduce veramente a questo, che s'invidia ai Tedeschi, non già un ingegno privilegiato, non già una dottrina che in ogni parte...
Page 22 - Una letteratura simile suppone una seria preparazione di studi originali e diretti in tutt'i rami dello scibile, guidati da una critica libera da preconcetti e paziente esploratrice ; e suppone pure una vita nazionale, pubblica e privata, lungamente sviluppata. Guardare in noi, ne...
Page 32 - ... ragioni di razza, di tempi, e d'ogni altra specie; ma rimane sempre, che la differenza dipenda da questo doppio inciampo della civiltà italiana: la scarsa densità della cultura e l'eccessiva preoccupazione della forma. Nessun paese, e in nessun tempo, supera o raggiunge la gloria civile dell'Italia, se badiamo al contingente che spetta a ciascun popolo nella sacra falange degli uomini grandi. Ma la proporzione fra il numero di questi e gli stuoli dei minori che li secondino con l'opera assidua...
Page 22 - I sistemi sono sospetti, le leggi sono accolte con diffidenza, i principii più inconcussi sono messi nel crogiuolo, niente si ammette più, che non esca da una serie di fatti accertati. Accertare un fatto desta più interesse che stabilire una legge. Le idee, i motti, le...
Page 23 - Lignana dice cosa, ch'io confesso di non intendere, e sarà mio fallo; come sarà mia colpa, se, in generale, non so affatto darmi ragione del perché egli deliberatamente confonda la filologia, che è, a dir breve, la scienza della letteratura, colla linguistica (o meglio la glottologia), che è la scienza della parola...
Page 30 - Se non si poteva ricomporre, intera e perspicua, tal fase di linguaggio che rappresentasse i Galli ancora affatto indipendenti dai Latini, non potevamo almeno rifar ben vive nel nostro spirito quelle condizioni idiomatologiche, in mezzo alle quali son nati, nella Cisalpina, Virgilio e Tito Livio?».

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