Botticelli nel suo tempo

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Electa, 2009 - Art - 279 pages
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Sandro Botticelli (1445-1510) č l'artista che pių d'ogni altro esprime l'idea della Firenze rinascimentale con i suoi inquieti splendori, i suoi ideali morali, culturali ed estetici. Per molto tempo ne č stata tramandata l'immagine romantica di un artista un po' isolato. Non fu cosė: a capo di una fiorente bottega, Botticelli fu permeato della cultura del suo tempo come illustra l'introduzione di Cristina Acidini, soprintendente dei musei fiorentini e in particolare della Galleria degli Uffizi, la pių importante collezione al mondo di opere botticelliane. La drammatica congiura nel 1478 e la successiva "Guerra dei Pazzi" fanno da sfondo all'ascesa del giovane Sandro, che entra precocemente nelle grazie della potente famiglia Medici. La pace raggiunta fra Lorenzo il Magnifico e il papa Sisto IV agevola poi la grande committenza della cappella Sistina, dove Sandro, insieme ai massimi frescanti del suo tempo, viene chiamato a dipingere nel 1481-1482 le storie dell'Antico e Nuovo Testamento. Il capitolo sul quale Cristina Acidini pių si sofferma, riproponendone una lettura del tutto nuova, č quello delle "favole mitologiche" degli anni 1480: "La Primavera", "Pallade col centauro" e "Nascita di Venere", che l'autrice interpreta nel senso dell'orgoglio civico, della gloria dinastica e dell'affermazione personale, in un serrato dialogo tra tradizione filosofica antica, fede cristiana e ricerca della bellezza.

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