Canti pel popolo veneziano, illustrati con note da Giulio Pullè

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Conte Giulio Pullè
Gaspari, 1844 - Ballads and songs, Italian - 419 pages
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Page 174 - 1 disio, A' naviganti e 'ntenerisce il cuore Lo di ch' han detto a "dolci amici addio, E che lo nuovo peregrin d' amore Punge, se ode squilla di lontano Che paja '1 giorno pianger che si muore.
Page 270 - me calefasid, che tu me fessi beffe. Et dictus Falconus dixit : « Quel che te ho promesso et tei cojo prometter de bel nuo. « Et ambo praedicti iverunt in camera domus dictae testis « ibique dictus dixit: Beatrixe, tu sa che tu xe mia. Et ipsa
Page 54 - I nostri padri riflettendo alla somma utilità che ridondava in caso di guerra da questi due esercizj, pensarono al modo d'incoraggiarli; e perciò nel decreto emanato...
Page 128 - Roma xe santa, xe Venezia bona : Ma Roma no xe stada sempre quela, Si ben Venezia sempre eguai matrona : Ga Roma fabricà Romolo e Remo ; Venezia, Amor vegnudo a vela e remo.
Page 78 - Et in questa seconda editione sono aggiunti molti, diversi et degni particolari che nella prima non erano. Con privilegio. In Venetia, Alla libraria della Stella , MDLXXIIII; in-4° di e.
Page 222 - ISO i, fu solo. Vi furono poi aggiunti gli altri due nel quarto anno del principe Leonardo Loredano, sì come si legge da pie. Sopra i predetti stili si mettono per le feste solenni tre gran stendardi d...
Page 137 - ... canzone; a quell'invito tutti gli altri in coro fanno eco colla voce, mentre sollevano in alto e lasciano piombare il battente che cade sonante sul palo, nel punto che il ritornello finisce...
Page 256 - ... a quella veduta sì vaga e maestosa, e reso di vincitore • vinto e di signore schiavo, cangiò con le cambiate conditioni » le forme, mutato di barbaro in soave e cortese amante. Altrel» tanto schiva et avversa la casta non meno che bella, quanto egli » era ammollito : ali' offerte diede rifiuti, alle lusinghe rimproveri, • alle promesse d' imperiale stato magnanime ripulse, alle turche• sche e lascive blanditie cristiane e pudiche ritrosie.
Page 256 - Meemet, e comparì così intrepida e coraggiosa, die » non parve cosa terrena ; ma spirava dall' aria quel celeste favore, » che 1' accompagnava : onde il superbo turco depose il nativo .or» goglio a quella veduta sì vaga e maestosa, e reso di vincitore • vinto e di signore schiavo, cangiò con le cambiate conditioni » le forme, mutato di barbaro in soave e cortese amante. Altrel» tanto schiva et avversa la casta non meno che bella, quanto egli » era ammollito : ali' offerte diede rifiuti,...

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