Cattolicesimo, protestantesimo e capitalismo: dottrina cristiana ed etica del lavoro

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Rubbettino Editore, 2005 - Religion - 286 pages
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Secondo l'autore lo "spirito del capitalismo" non è stato influenzato solo dall'etica protestante, ma, accanto a questa, seppure in tempi più recenti, è sorta una teologia cattolica del lavoro alla cui elaborazione ha contribuito in maniera particolare l'Opus Dei.
 

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CATTOLICESIMO, PROTESTANTESIMO E CAPITALISMO di Paolo Zanotto
Di Ismael (Tratto da: http://movimentoarancione.blogspot.com/2008/04/cattolicesimo-protestantesimo-e.html)
Tempo fa scrivevo che le “divergenze parallele” tra liberali e libertari sono il riflesso della spaccatura gnoseologica tra protestantesimo e cattolicesimo nel ristretto ambito della dottrina individualista. Il senese Paolo Zanotto, esperto di pensiero libertario statunitense ed europeo, proprio al tema delle ripercussioni socio-economiche delle differenti sensibilità teologiche tra cristiani riformati e non dedica il presente saggio.
Per dare la scalata a cotanta materia di trattazione, l’autore chiama in causa due referenti intellettuali che lo accompagnano dalla prima all’ultima pagina del libro: uno è Max Weber, il sociologo tedesco che per primo mise etica protestante e moderno spirito del capitalismo in rapporto di causa/effetto, e l’altro è Josemarìa Escrivà de Balaguer, il santo spagnolo e fondatore dell’Opus Dei che, più di ogni altro prelato cattolico, nelle sue riflessioni pose l’accento sull’importanza dell’attività lavorativa come “banco di prova” della santità quotidiana.
Il paradigma storiografico a cui rinvia la scelta di questi nomi, come l’autore ha modo di sottolineare in fase introduttiva, implica il collocarsi su un vertice d’osservazione nettamente anti-strutturalista. Sia Weber che Escrivà, infatti, avrebbero sottoscritto l’asserto di Lord Acton secondo cui la religione sarebbe “la chiave della Storia”: le strutture sociali come conseguenza delle diverse visioni escatologiche del mondo, dunque, non viceversa. O, meglio, la Storia quantomeno come prodotto dell’interazione biunivoca e non lineare tra spirito umano e istituzioni materiali.
(...)
Prima di prendere congedo dal lettore, Zanotto fa bene a specificare come la sua chiave di lettura corra il rischio di manierare eccessivamente l’illustrazione della dialettica tra le confessioni cristiane. Non tanto perché la tesi di fondo sia da rigettare, tutt’altro, quanto piuttosto per la semplicistica formazione di convincimenti che può provocare senza le dovute avvertenze. Protestantesimo e Illuminismo sono di sicuro all’origine di molte delle derive che hanno funestato la modernità; tuttavia non si possono disconoscere i loro molti buoni frutti: la diffusione della scienza e dell’industria su larga scala, l’affermarsi di una mentalità più propensa a “dare a Cesare” ciò che a ben vedere gli spetta, il definitivo approdo a società davvero aperte – e l’elenco potrebbe proseguire a lungo, secondo gli orientamenti e le preferenze culturali di ciascuno.
Un testo serio, documentato e scritto da uno specialista vero, per concludere, ottimo in particolar modo come vera e propria miniera di suggerimenti bibliografici per iniziare ad avventurarsi in uno sterminato ambito di ricerca.
 

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