Controstoria della liberazione: Le stragi e i crimini dimenticati degli Alleati nell'Italia del sud

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Rizzoli - Architecture - 400 pages
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Sicilia, luglio 1943. Il capitano americano John C. Compton raduna più di trenta italiani che si sono arresi e ai suoi soldati domanda: “Chi vuole partecipare all’esecuzione?”, per poi finire personalmente con un colpo alla nuca i pochi sopravvissuti. Qualche ora dopo, il sergente Horace T. West ammassa un altro gruppo di prigionieri – “disarmati e collaborativi”, come recitano gli atti dei processi – e chiede un mitra: “È meglio che non guardiate” dice ai suoi “così la responsabilità sarà soltanto mia”. Poi li uccide tutti. In quei giorni torridi e confusi la stessa sorte toccherà a molti altri italiani e tedeschi, catturati in prima linea dalle truppe alleate a Biscari, a Comiso, a Canicattì: “Ci era stato detto” hanno dichiarato i soldati americani “che il generale Patton non voleva prenderli vivi”. I fatti di Sicilia non sono che l’inizio di una lunga serie di violenze e soprusi commessi dagli Alleati in Italia durante la difficile risalita della penisola: dai bombardamenti a tappeto, forse non tutti necessari dal punto di vista strategico, agli stupri di massa in Ciociaria, dove i marocchini del contingente francese ebbero in premio tre giorni di impunità per il coraggio dimostrato nello sfondare la linea Gustav: li usarono per saccheggiare le case e stuprare donne, uomini e ragazzi. Fino agli ottocento giorni dell’occupazione di “Napoli-Sciangai”. Dopo aver affrontato il mito del Risorgimento nel bestseller Controstoria dell’Unità d’Italia, Gigi Di Fiore riapre le ferite inflitte al nostro Paese dall’esercito di Liberazione. Scopre così il volto meno glorioso, dimenticato dai resoconti oleografici più o meno ufficiali, degli Alleati salvatori: la collusione con la mafia e la delinquenza, la corruzione, i regolamenti di conti, i colonnelli cinici che fecero i loro affari senza andare troppo per il sottile, i processi farsa del dopoguerra. Vicende scomode, e a lungo taciute, che ci obbligano a ripensare squilibri e fallimenti dell’Italia di oggi. Gli eccidi in Sicilia, i bombardamenti a tappeto, le “marocchinate” ciociare. Le verità scomode della guerra di liberazione che ha segnato la storia dell’Italia meridionale. “Oltre quei monti, oltre quei nemici che stanotte ucciderete, c’è una terra ricca di donne, di vino, di case. Se voi riuscirete a passare senza lasciare vivo un solo nemico, il vostro generale vi promette che tutto quello che troverete sarà vostro, a vostro piacimento e volontà. Per 50 ore.” (Dal discorso del generale Alphonse Juin del 14 maggio 1944, rivolto alle truppe nordafricane della 2a divisione di fanteria alla vigilia dell’attacco sul fronte del Garigliano.)
 

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Atti parlamentari Camera dei deputati Discussioni seduta parlamentare notturna del 7 aprile
F Isabella op cit p 114
wn comJames_Senese_lo_figlio_della_guerra
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About the author (2012)

Gigi Di Fiore, già redattore al “Giornale” di Montanelli, è inviato del “Mattino” di Napoli (Premio Saint-Vincent per il giornalismo 2001). Ha pubblicato con successo diversi saggi, tra cui I vinti del Risorgimento (2004), La camorra e le sue storie (2005), Controstoria dell’Unità d’Italia (Rizzoli 2007, disponibile in BUR) e L’impero (Rizzoli 2008). Nel 2011 ha vinto il premio “Guido Dorso” per la sezione giornalismo e saggistica.

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