Dal buio del sottosuolo: poesia e lager

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Alberto Cavaglion
FrancoAngeli, 2007 - History - 153 pages
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In una lettera a Umberto Saba del 1949 Primo Levi scriveva tutta la sua ammirazione per il poeta triestino, di cui aveva appena letto le Scorciatoie e raccontini, ritrovandovi, scrive, "molto del mio mondo, non del Lager, voglio dire; meglio, non solo del Lager". E sul finire della lettera aggiungeva: "Ma tutto questo mi ha toccato meno di quel Suo coraggio, di quella Sua avidità vigile di nulla lasciare inesplorato, di tutto sollevare dal buio del sottosuolo alla luce della consapevolezza". Sollevare la memoria del Lager dal "buio del sottosuolo" è il compito che si prefiggono Saba, Levi e molti autori europei che nel secondo dopoguerra hanno scritto poesie sul Lager: Vittorio Sereni, Paul Celan, Jean Cayrol, Charlotte Delbo, Robert Desnos. Sempre Levi dirà in una famosa intervista che "dopo Auschwitz non si può fare poesia se non su Auschwitz". Questo volume, che raccoglie gli atti di un Convegno svoltosi a Torino nel gennaio 2005, intende per la prima volta mettere a confronto diverse tradizioni letterarie - francesi, italiane, tedesche, israeliane -, stabilendo un vincolo forte fra coloro che credono alla necessità della poesia nella società contemporanea.
 

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Contents

Introduzione pag
7
Au nom du mort qui fut sans nom La poesia del Lager
29
Chi ha subito la tortura non può più sentire suo il mondo? di
45
Commemorare e dimenticare La lirica di Paul Celan di Ric
67
tendenza della poesia in lingua ebraica nella rappre
81
prigionia e memoria di Claudio Sensi
97
ritorno del mussulmano Usi e senso della poesia in Jorge
117
Licenziato arrestato imprigionato deportato La poesia
133
Indice dei nomi
149
Copyright

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