Dante: storia e poesia

Front Cover
P. Naratovich, 1865 - 250 pages
 

What people are saying - Write a review

We haven't found any reviews in the usual places.

Selected pages

Contents

Other editions - View all

Common terms and phrases

Popular passages

Page 202 - O gloriose stelle , o lume pregno Di gran virtù , dal quale io riconosco Tutto, qual che si sia, il mio ingegno; Con voi nasceva , e s...
Page 138 - Ahi, Costantin, di quanto mal fu matre, Non la tua conversion, ma quella dote Che da te prese il primo ricco patre!
Page 140 - De' nostri successor parte sedesse, Parte dall' altra del popol cristiano; Nè che le chiavi che mi fur concesse , Divenisser segnacolo in vessillo ' Che contra i battezzati combattesse : Nè ch' io fossi figura di sigillo A' privilegi venduti e mendaci Ond' io sovente arrosso e disfavillo.
Page 139 - Soli aver, che l'una e l'altra strada Facean vedere, e del mondo e di Deo.
Page 140 - E tu, figliuol, che per lo mortai pondo Ancor giù tornerai, apri la bocca, E non asconder quel ch'io non ascondo I» 67 Sì come di vapor gelati fiocca In giuso 1...
Page 42 - E gli occhi non 1' ardiscon di guardare. Ella sen va, sentendosi laudare, Benignamente d' umiltà vestuta ; E par che sia una cosa venuta Di cielo in terra a miracol mostrare. Mostrasi si piacente a chi la mira, Che da per gli occhi una dolcezza al core, Che intender...
Page 159 - L'Amor, che mosse già l'Eterno Padre, Per Figlia aver di sua Deità trina Costei, che fu del suo Figliuol poi Madre, Dell
Page 139 - Ma per acquisto d' esto viver lieto E Sisto e Pio e Calisto ed Urbano Sparser lo sangue dopo molto fleto. Non fu nostra intenzion ch' a destra mano Dei nostri successor parte sedesse, Parte dall' altra, del popol cristiano ; Nè che le chiavi, che mi fur concesse, Divenisser segnacolo in vessillo.
Page 40 - E dicendo io queste parole con doloroso singulto di pianto, e chiamando la Morte che venisse a me, una donna giovane e gentile, la quale era lungo...
Page 25 - Amor passate, Attendete, e guardate S' egli è dolore alcun, quanto il mio, grave : E prego sol, eh' udir mi sofferiate ; E poi immaginate S* io son d' ogni tormento ostello e chiave. Amor, non già per mia poca bontate, Ma per sua nobiltate, Mi pose in vita sì dolce e soave, Ch...

Bibliographic information