Dante e Padova: studj storico-critici

Front Cover
Prem. stab. di P. Prosperini, 1865 - Padua (Italy) - 451 pages
 

What people are saying - Write a review

We haven't found any reviews in the usual places.

Other editions - View all

Common terms and phrases

Popular passages

Page 335 - ... dato) per le parti quasi tutte, alle quali questa lingua si stende, peregrino, quasi mendicando, sono andato, mostrando, contro a mia voglia, la piaga della fortuna, che suole ingiustamente al piagato molte volte essere imputata. Veramente io sono stato legno...
Page 145 - Se vuoi campar d' esto loco selvaggio ; Chè questa bestia, per la qual tu gride, Non lascia altrui passar per la sua via, Ma tanto lo 'mpedisce che l' uccide : Ed ha natura sì malvagia e ria, Che mai non empie la bramosa voglia, E dopo il pasto ha più fame che pria. Molti son gli animali a cui s' ammoglia, E più saranno ancora, infin che il veltro Verrà, che la farà morir di doglia.
Page 311 - Adunque, ritrovato quello che cercavamo, di» como, che il volgare illustre, cardinale, aulico e » cortigiano in Italia è quello, il quale è di tutte » le città italiane, e non pare che sia di niuna , » col quale i volgari di tutte le città d' Italia si » hanno a misurare, ponderare e comparare.
Page 445 - ... accento il [sic ! \ più passionato, spasimando per gli occhi leggiadri e le bionde trecce della filosofia o della teologia... Io credo, adunque, che Dante, in que' sonetti [sic!] e in quelle canzoni, in cui ha incastonato tante pietre, che sarebbero troppe e affatto fuor di proposito, se ad un nome proprio non alludessero, abbia bensì inneggiato alla filosofia, come pensano il Fraticelli e il Dionisi, ma alla filosofia personificata nel tipo reale di Pierina; credo questa personificazione non...
Page 227 - Nerli, e quel del Vecchio Esser contenti alla pelle scoverta, E le sue donne al fuso, ed al pennecchio. O fortunate ! e ciascuna era certa Della sua sepoltura, ed ancor nulla Era per Francia nel letto deserta. L' una vegghiava a studio della culla, E consolando usava l' idioma, Che pria li padri e le madri trastulla : L' altra traendo alla rocca la chioma, Favoleggiava con la sua famiglia De' Troiani, e di Fiesole, e di Roma.
Page 32 - Presemi allor la mia scorta per mano, E menommi al cespuglio che piangea Per le rotture sanguinenti, invano. O Jacopo, dicea, da Sant
Page 407 - Seguette, come a cui di ben far giova: In quella parte della terra prava Italica, che siede intra Rialto E le fontane di Brenta e di Piava, Si leva un colle e non surge molt...
Page 185 - In vesta di pastor lupi rapaci Si veggion di quassù per tutti i paschi. O difesa di Dio, perchè pur giaci ! Del sangue nostro Caorsini e Guaschi S
Page 8 - Gloria ribatteva così gli argomenti ed i dubbi mossi. Veniamo al quesito, se il testimone Dantino q. Alligerii de Florentia sia stato il grande poeta Non è da credersi, affermano [taluni,] ignorasse il notajo, che Dante era stato ambasciatore e priore dei Fiorentini; e, sapendolo, non rifuggisse di porlo testimone con altri di grado inferiore al suo e, peggio, insieme ad [sic ! correggi : insieme con] un famiglio.
Page 262 - ... canali che si fecero per asciugarla ; scolo di Gora, Fossa Bandizà, scolo Arnalda, scolador di Lozzo, Canaletto ed altri. Chi visita quelle campagne, ora seminate di villaggi si accorge del fatto, nel vedere che vi mancano edifici di vecchio tempo, i quali sorgono in quella vece sui colli vicini. È questo il palude, di cui parla Dante, le cui acque pur troppo rosseggiarono molte volte di sangue fraterno.

Bibliographic information