Dante e San Francesco: Giuliana Caporali, Loris Cordenos, Gabrie Pittarello, Dimitrije Popovic, Elio Rizzo, Renato Varese

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Corrado Gizzi
Ianieri, 2008 - Literary Criticism - 253 pages
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Alla morte di San Francesco, nel 1226, i suoi seguaci erano diverse migliaia e in pochi anni crebbero prodigiosamente. All'epoca di Dante il Francescanesimo rappresentava l'espressione più alta della religiosità e l'ideologia comune, per non dire esclusiva, degli Artisti. Strettamente legato al Francescanesimo è l'ideale pauperistico e il tema della povertà non solo veniva dibattuto, ma era al centro della vita civile e religiosa. Il dibattito degenerò in una polemica sulla povertà tra Conventuali e Spirituali che dilaniò l'Ordine francescano e tutta la Cristianità. Gli Spirituali erano per l'osservanza rigida e integrale della povertà e della regola francescana, secondo l'esempio personale di San Francesco. La corrente spirituale fu duramente perseguitata e definitivamente condannata da Giovanni XXII nel 1323. I suoi maggiori esponenti furono Pietro Olivi (1248, 49-1298) e Ubertino da Casale (1259 c. dopo il 1329) autore dell' Arbor vitae composto nel 1305. Entrambi furono lettori di teologia nello studio di Santa Croce a Firenze. Il loro insegnamento fu di una enorme importanza e si svolse nel periodo in cui l'Alighieri afferma di essersi dato alla filosofia "ne le scuole de li religiosi e a le disputazioni de li filosofanti" (Conv. II -xii - 7). Il poeta conobbe forse entrambi e subì il fascino del loro insegnamento.

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Contents

San Francesco e la povertà tra gli edifìci monumentali
43
San Francesco e lIslam sottoposto ai vincoli della legge
55
San Francesco e gli uccelli 221 Lettera scritta di suo pugno dal poeta
61
Copyright

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