Dei tentativi fatti per spiegare le antiche lingue italiche e specialmente l'Etrusca: saggio storico-critico

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Vallardi, 1863 - Etruscan language - 210 pages
 

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Page 170 - ... e mostra di essere stato ristorato coi rottami di altre fabbriche affini e tuttavia distinte. E siccome è indubitato che corse per diverse forme, la conghiettura di alcuni eruditi che la lingua italiana non sia tanto una corruzione dell'ultima di quelle, quanto un ristoramento della prima, e contenga molte dizioni appartenenti all'antica favella del Lazio, e forse dell'Etruria, tiene assai del probabile. Non si vuoi già inferirne che il nostro italico sia l'etrusco, o l'osco, o il sabellico,...
Page 170 - INTANTO i DIALETTI RIMANGONO UNICA MEMORIA DI QUELLA PRISCA EUROPA, CHE NON EBBE ISTORIA, E NON LASCIÒ MONUMENTI. Giova dunque raccogliere con pietosa cura tutte queste rugginose reliquie; studiare in ogni dialetto la pronuncia e gli accenti; notare quanto il suo dizionario ha di commune colla lingua nazionale, e quanto ha di diviso.
Page 171 - ... colla lingua nazionale, e quanto ha di diviso. Ridutto ogni dialetto alla sua parte estrattiva, saranno a paragonarsi i risultamenti. Le simiglianze di più dialetti indicheranno i primi gruppi che si sarebbero formati della civiltà incipiente; le loro dissimiglianze dimostreranno ciò che ciascuna stirpe conservò d'aborigeno e di solitario. Solo da questi glossarii potrà ritrarsi qualche lume per risalire alle antiche lingue delle stesse regioni; ma l'interpretare l'una di esse coll'altra...
Page 170 - ... latino. E io credo che i dialetti provinciali e municipali d'Italia siano per alcuni rispetti il rimasuglio di quelle antichissime favelle , e direi quasi le caricature superstiti del primitivo sermone, come quei personaggi ridicoli del teatro, che si chiamano maschere, sono i simboli' contraffatti dei varii comuni italiani, e altrettante modificazioni esagerate di un solo ritratto, cioè del tipo pelasgico.
Page 35 - ... lor valore, tutto il rimanente di questo linguaggio signore ci è oscurissimo, ed i glossarii che se ne trovano compilati ponno ridursi od a pronomi e nomi gentilizi e cognomi scusati da matronimici e patronimici, oppure ad indovinamenti...
Page 197 - Sperare nella erudita pazienza di un dotto , il quale voglia raccorrò in un solo Tesoro quanto abbiamo di Etrusche lettere sparso in molte opere faticose ed in molti giornali nuovi ed antichi, dia ordine alla confusione , tenga nota delle voci inculcate , le confronti nei loro accidenti , non sia nè un Mazzocchi nè un Lanzi nè un Lami , non voglia insomma mostrarsi per proposito od orientalista, o grecista o latinista, ma sia invece semplice e fedele comparatore , e lasci ch' altri sulle fatiche...
Page 173 - ... attuai volgare italiano si parlasse e si scrivesse anche in quei remotissimi tempi ; e ce ne offrirebbero anche di più luminose se i dotti che li pubblicarono non si fossero tenuti strettamente al greco ed al latino, nell...
Page 13 - Buonamioti (Osservazioni sopra alcuni frammenti di vasi antichi di vetro ornati di figure trova.ti nei cimiteri di Roma, Firenze 1716...
Page 169 - Micali, derivate dalle favelle italiche, come eslrione, voce etrusca, imperadore (embratur) e multa, voci osche: orso, voce lucana, ed altre simili. Di più nella lingua vernacula dei Sabini si trovano non poche vestigia del prisco sermone.
Page 100 - Fabretti disconoscono che alcune voci etrusche possano derivar dall'ebraico, e poi fa un dilemma stringentissimo: « O convien dunque astenersi pienamente dal ricorrere all'etimologia, perchè fallace, e in tal caso a qual guida affidarci? o avere a questo riguardo due pesi e due misure, il che sarebbe ingiusto; o finalmente ammettere che per quanto si gridi in contrario, questo elemento semitico che alcuni a torto vorrebbero predominante nell'idioma etrusco, non gli è però del tutto straniero...

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