Dell'ira, libri tre di Lucio Anneo Seneca

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G.Daelli e comp., 1863 - 168 pages
 

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Page 9 - Da questo sono i loro assalti e tumulti veementi ; ma la paura e le ansietà, la malinconia e l'ira non vi sono, ma certe cose a queste somiglianti. Però presto cadono e si mutano in contrario, e quando son grandemente incrudelite e spaventate, si pascono, e dal fremere e scorrere senza considerazione, subito ne segue la quiete ed il sonno. CAPITOLO IV. Che cosa sia l'ira assai s'è dichiarato; in che sia differente dall'iracondia è manifesto, come è differente uno imbriaco da uno che spesso s'...
Page 4 - Ira i brevi , furore. amicizie; ostinata ed intenta in quello che una volla ha principiato, serra la via alla ragione ed ai consigli, ed agitata da vane cause , è inabile a distinguere il giusto ed il vero , somigliante molto alle rovine, le quali si fiaccano e si rompono sopra quello che hanno oppressato. Ma perché tu conosca esser pazzi quelli che dall'ira dominati sono, pon mente all...
Page 160 - ... imperò che essendo tu maestro di tanto prencipe , e di tutti essendo tu censore, cioè giudice, a tutto non diresti questo, se non perché è la cosa come tu dì. Appresso, sia lungo tempo sano. EPISTOLA DI SENECA A SANTO PAOLO APPOSTOLO. Seneca a Paolo salute. — Io ho ordinati certi miei libri , e con le debite divisioni ho dato loro forma, e ho diliberato di leggergli a lo Imperadore ; pure che la fortuna prospera mi dia la via, che egli si disponga a udire come cose nuove. E forse che vi...
Page 167 - ... intendimento delle cose e di grazia a te data Iddio ornare, non con ornamenti di parole, ma con gravitade di sentimento; e non temere di quello che io mi ricordo che tu hai più volte detto: ciò è, che molti i quali vogliono fare el simile, hanno corrotti e' veri sentimenti delle scritture, e lacerato le virtudi delle cose. Appresso io voglio che tu mi faccia questo di grazia, ciò è che tu tenghi le regole della grammatica, e dia bella forma a le oneste materie, acciò che la grazia nobile...
Page x - Vedasi, per esempio, come negli Ammaestramenti degli Antichi quel vecchio domenicano traducesse questo passo del cap. XXXVI del libro III dell'/ra: L'animo nostro si dee chiamare ogni dì a rendere ragione. Così faceva Sestio filosofo che, finito il dì, quando egli era andato a posare, domandava 1' animo suo e diceva: Qual tuo male hai tu oggi guarito ? ea qual vizio hai contastato ? e da qual parte se
Page 162 - La penna figura e disegna; l'altra, ciò è lo 'nchiostro , apertamente dimostra quello che è con la penna disegnato : e spezialmente perché appresso di voi e tra voi è persona che intende gli miei andamenti; ea me conviene onorare tutti gli uomini ; e tanto più, quanto alcuni hanno cagione di pigliare sdegno verso di me : e, quali se noi vorremo con pazienzia sostenere, sanza dubio noi gli vinceremo da ogni parte, sì veramente che essi sieno di quegli che si vogliono pentere de
Page viii - Varchi, che amava un po' andare sui trampoli di quelle sue lunghe clausole ; né Seneca , si reciso , lo corresse affatto affatto. — II Serdonati fioriva allo scorcio del gran secolo decimosesto ; ma la lingua era ancora quasi intatta, e lo stile cominciava a farsi più svelto ed a prendere più vivi colori. Il Davanzali fioriva in quel torno, ed anch
Page x - Qual cosa potrebbe essere più bella che questo usato d'esaminar tutto '1 dì? Chente seguitava quel sonno dopo '1 riconoscimento di sé? Come posato e come libero? quando l'animo era lodato e ammonito, e siccome segreto cercatore e giudicatore di sé e de' suoi costumi, riconosceva sé medesimo... Io uso e tengo lo detto modo: Quando lo lume mi è levato dinanzi e tace mia moglie perché sa mio costume, cerco tutto '1 mio dì, e nulla mai nascondo e nulla trapasso. Imperocché, perché temerò...
Page 163 - ... sì gli diedi lo esemplo di quello uomo villanello poeta (2); a cui apparvono nel campo di Rieti due uomini, i quali poi furono conosciuti essere stati gli iddei Castore e Polluce. E per la risposta lo Imperadore ne rimase assai bene edificato. Vale. EPISTOLA DI SENECA A SANTO PAOLO APPOSTOLO. Seneca a Paolo salute. - Benché noi sappiamo che lo 'mperadore desideri d'udire cose piene d'ammirazione di qualunque luogo si venghino, pure a te non fanno elle danno, anzi t
Page 164 - Per me non bisognia che tu ti turbi, ch'io non ho oggi quella dubbiosa admiratione in esse tue lettere ch'io soleva avere : però che per molti argumenti io ho questo vostro stato chiarissimo nella mia mente. Pertanto , lasciato andare quello che è fatto, di nuovo facciamo in modo, che se per le cose passate s'è fatto per me alcuno atto di leggierezza, priegoti che me lo perdoni. Io t'ho mandato '1 libro che è intitolato De copia verborym.

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