Di Tito Lucrezio Caro Della natura delle cose libri vi

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G. Molini e Comp., 1820 - Poetry - 328 pages
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Page 23 - ... erbe e fiori odorosi il suolo industre: tu rassereni i giorni foschi, e rendi con dolce sguardo il mar chiaro e tranquillo, e splender fai di maggior lume il cielo. Qualor deposto il freddo ispido manto 15 l'anno ringiovanisce, e la soave aurea feconda di Favonio spira, tosto tra fronde e fronde i vaghi augelli, feriti il cor de...
Page 23 - L'anno ringiovanisce, e la soave Aura feconda di Favonio spira, Tosto tra fronde e fronde i vaghi augelli, Feriti il cor...
Page 23 - Venere bella, degli uomini piacere e degli dei: tu che sotto i girevoli e lucenti 5 segni del ciclo il mar profondo e tutta d'animai d'ogni specie orni la terra, che per sé fora un vasto orror solingo: te dea fuggono i venti: al primo arrivo tuo svaniscon le nubi: a te germoglia...
Page 65 - Dolce è mirar da ben sicuro porto L'altrui fatiche all'ampio mare in mezzo, Se turbo il turba o tempestoso nembo; Non perché sia nostro piacer giocondo II travaglio d'alcun, ma perché dolce È se contempli il mal di cui tu manchi.
Page 24 - Menzirn né lieta e amabil fassi alcuna cosa; te, dea, te bramo per compagna all'opra, in cui di scriver tento in nuovi carmi di natura i segreti e le cagioni al gran Memmo Gemello a te sì caro in ogni tempo e d'ogni laude ornato. Tu dunque, o diva, ogni mio detto aspergi d'eterna grazia; e fa' cessare intanto e per mare e per terra il fiero Marte, tu che sola puoi farlo.
Page 24 - ... renda al popol suo la desiata pace. Che, se la patria nostra è da nemiche armi agitata, io più seguir non posso con animo quieto il preso stile, né può di Memmo il generoso figlio negar se stesso alla comun salute.
Page 49 - D'uomini illustri, d'ogni bene abbonda, Che per cosa mirabile s'addita. Ma non sembra però che qui nascesse Cosa mai più mirabil di costui, Nè più bella e gentil, più cara e santa... Dell'eccelsa sua mente i sacri versi Cantansi d'ogni intorno: e vi s'impara...
Page 251 - II destrier da gli stimoli pungenti Del Dio pennuto incrudelisce e sbuffa , E feroce e superbo armi armi freme, Da quando ei tra la (5) greggia errando sciolto Scuote i membri e nitrisce?
Page 196 - L'odi-ata presenza, o di notturno Ladro il sembiante sconosciuto, spesso S'affrettan di cacciar dagli occhi i lievi Lor sonni incerti, e di rizzarsi in piedi. Quindi la plebe de...
Page 25 - I miei doni sprezzar pria che gì' intenda. Io narrerotti in che maniera il cielo Con moto alterno ognor si volga "e giri; Degli dèi la natura, e delle cose Gli alti principii ; e come nasca il tutto, Come poi si nutrichi, e come cresca, Ed in che finalmente ei si risolva. E ciò da noi nell...

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