Ecerinide: Tragedia

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Page 281 - Caronte e la porta dell' inferno ei compartimenti delle pene: eco forse della grande visione dantesca ? Quanto piacerebbe sapere se Albertino vide o conobbe mai Dante! In compagnia del quale egli sembra individuare in tutte le sue forze e con tutte anche l'esuberanze ideali e morali l'esempio del perfetto cittadino di Comune italiano in quel supremo passaggio dalla libertà alla signoria. Nato spurio di uom nobile, si asserisce tuttavia di popolo; è cavaliere e magistrato difensore del popolo, dal...
Page 255 - ... incoronato di edera e mirto e poi a suon pur di tromba riaccompagnato solennemente alle sue case. Il rettore recando in mano due ceri apriva il corteo: dietro la gioventù studiosa batteva con lieto piede la terra : il poeta aveva le mani inguantate di capretto. Lo Studio volle registrato ne' suoi atti la memoria del fatto: e il senato e il popolo decretarono che ogni anno a Natale si rileggesse la tragedia e si rinnovellasse la pompa solenne. E subito due maestri di grammatica, Guizzardo da...
Page 281 - ... è cavaliere e magistrato difensore del popolo, dal popolo cacciato a tempo, dai tiranni bandito per sempre. Dal nome di poeta è il suo incremento, dall'azione di magistrato la sua forza: il milite compie l'ambasciatore. Poeta, ammonisce ed eccita il suo Comune: milite, lo difende con le armi: oratore, lo governa con la eloquenza: storico, lo illustra con lo stile: e sempre lo ha in cuore, e ne muor vecchio lontano. Veridicamente, se anche possa parere superbamente, egli scrisse un giorno di...
Page 254 - Ecerinis letta dal maestro a que' giorni con grande plauso del popolo. Il 3 decembre, feriati i tribunali, chiuse le officine, sgombrate le piazze, la gente si riversava per le strade con gonfaloni e pennoni a spettacolo e partecipazione della pompa. Nel palazzo del Comune il Mussato, auspici Pagano della Torre vescovo ed Alberto di Sassonia rettore dello Studio, fu come poeta incoronato di edera e mirto e poi a suon pur di tromba riaccompagnato solennemente alle sue case.
Page 27 - Qualis? Adelheita. Necis pronosticus ventrem levas Cruentus infans, fronte crudeli minax, Terribile visu atroxque portentum indicans. Tu, care fili Albrice, iam video tuos Attendis ortus nosce. Si quicquam scio, Tu quoque scies: penitus dubia semper fui, Quis te huic nefando corpori inseruit pater. A tempore quidem, nate, dicti criminis Semper medullas ussit Aethnaeus calor, Viscera malignus abinde torsit spiritus, Nec nostra curis pectora absolvit sopor. Cum me vigilia vana seu somni quies Incerta...
Page 61 - Irrumpit agmen tecta sublimis domus. Hic rapti ab ubere matris infantis pedes carpit, tenellum robori allidens caput: fuso cerebro sparsus inscribit cruor genetricis ora. Ecerinus occurrit novus 555 gladium tenenti, quem puer patruum vocat triennis. lile: «Patruus edocuit tuus tradere nepotibus simile munus suis» ait, et patentes gutturis venas secat.
Page 261 - Ecerinide ha tutti i difetti d' una cattiva tragedia; " né poteva accadere altrimenti in un tempo in cui i tragici greci, soli maestri in tal sorta di poesia, non erano ancor conosciuti, e ogni cosa facevasi a capriccio dell'autore „. Anche un Francesco Colli, che primo (1809) e paesano raccolse ed espose a...
Page 27 - Cum strage cessit victor e thalamo, petens Telluris ima; cessit et tellus sibi. Sed heu recepta pertinax nimium Venus Incaluit intus viscera exagitans statim; Onusque sensit terribile venter tui, Ecerine, digna veraque propago patris.
Page 50 - Venetis exulum fervens aquis invasit agros magna Patavorum cohors Ferrariensiumque, quot plenae rates deferre poterant, totus et Venetus favor,19 cruce praevia Papaeque legato duce.
Page 41 - Padua nutu meo lam subiacent: progrediar ulterius cito. Promissa Lombardia me dominum vocat: Habere puto. Meos nec ibi sistam gradus. Italia michi debetur.

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