F. Dall'Ongaro e il suo epistolario scelto: ricordi e spogli

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Tipografia editrice dell'associazione, 1875 - 400 pages
 

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Page 46 - Le grida di chi fiede e di chi muore. Altro ornamento non porterò mai, Sol che un nastro vermiglio sopra il core. Mi chiederan dove quel nastro è tinto, Ed io: nel sangue del fratello estinto.
Page 19 - Pio Nono non è un nome e non è quello Che trincia l'aria assiso in faldistoro. Pio Nono è figlio del nostro cervello, Un idolo del core, un sogno d'oro. Pio Nono è una bandiera, un ritornello, Un nome buono da cantarsi in coro.
Page 180 - Poi sto scrivendo d' un Corcirese ch' è morto, per aver luogo a dire delle corrispondenze tra Grecia ed Italia, e per pagare un tributo d' ospitalità a questa terra non troppo invero ospitale. E compite queste e altre cose simili, e riposatomi degli occhi, se io ' non casco morto (che sarebbe assai comoda cosa) scriverò di Venezia. Lascio già i documenti ordinati che sono pur troppi, e appunti moltissimi, che serviranno a chi li ritrova e non isdegni di attingerci. Quello che voi mi dite del...
Page 20 - E se un bel d\ noi tutti quanti siamo Vi dicessimo a Voi che non possiamo? No, non possiamo e non vogliam per nulla Veder la patria soffocata in culla. No, non vogliamo per servire a voi Tornar gregge di pecore e di buoi.
Page 67 - Noi scrivemmo a prova racconti e novelle, dipingendo ciascuno le proprie impressioni, e commentando i fatti cotidiani di cui eravamo testimoni, o che ci arrivavano, comunque fosse, all'orecchio. Io ritraeva più spesso la città co' suoi vizi; essa la campagna e le sue modeste virtù.
Page 99 - VISSI . ANNI . UNDICI POVERA . MA. . FIDA . ALLA . MIA . NATURA MALIGNATA . E . COMPIANTA COME . OGNI . VITA RIENTRAI . NELLA . SELCE . NATIVA ASPETTANDO . L' ATTRITO . FECONDO CHE . MI . RISVEGLI. L'Austria sperava distraendo i ribelli dal loro campo e mettendoseli in casa, di disarmarli; ma era un cattivo conto; il Valussi e il Dall'Ongaro approfittarono a Trieste dell'aura liberale come Daniele Manin e Niccolò Tommaseo a Venezia per invocare riforme; le quali negate, la ribellione divenne aperta...
Page 125 - Tutti ne uguaglia il tumulo: presto la vita, il duolo, la infamia avranno un termine: ei potrà dir: me solo quella venduta polvere, me sol col cuore amò.
Page 54 - È si bello, è sì dolce quel nome, che le straniere ce lo invidiano volentieri. Ma talora non era solamente un nome usurpato. Nina era veramente una Veneziana a me sconosciuta, un'esule forse al pari di me. E chiunque ella fosse, poichè portava il nome di Nina, e...
Page 46 - Il bianco gli è la fé che c'incatena, il rosso l'allegria de' nostri cori. Ci metterò una foglia di verbena, ch'io stessa alimentai di freschi umori, e gli dirò che il rosso, il verde, il bianco gli stanno bene, colla spada al fianco, e gli dirò che il bianco, il verde, il rosso vuoi dir che Italia il suo giogo l'ha scosso. E gli dirò che il bianco, il rosso, il verde è un terno che si gioca e non si perde.
Page 20 - Deh! s'egli è ver che abbiate aperto gli occhi, o Vergine Maria fatta a pennello, apriteli piuttosto a tanti sciocchi, che li chiudono al sol per non vedello. Apriteli, Madonna, a quei bizzocchi che la casa di Dio fanno bordello. E se non vonno aprirli, o benedetta, deh! fateci la grazia più perfetta: chiudeteli in eterno al papa e a' suoi, che ci veggono tanto come voi!

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