Gargantua e Pantagruele

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Bur - Fiction - 771 pages
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PRIMO VOLUME Cari amici, se leggermi vorrete / liberatevi prima d’ogni affanno / e leggendo non vi scandalizzate: qui non c’è né miasma né malanno. / Vero è che ben poco crescerete / in perfezione salvo che nel ridere. François Rabelais SECONDO VOLUME Alcuni libri... ci accompagnano per anni, per la vita, ed il perché ne è chiaro, accessibile, facile ad esprimersi in parole: fra questi, con reverenza ed amore, oso citare Gargantua e Pantagruele, opera colossale ma unica di Rabelais, "mon maître". Primo Levi In tutta la sua opera sarebbe difficile trovare una sola pagina melanconica, eppure Rabelais conosce la miseria umana; la tace perché, buon medico anche quando scrive, non l’accetta, la vuole guarire: "è meglio scrivere del riso che delle lacrime, perché il riso è proprio dell’uomo". Primo Levi Frassineti ci ricorda, con questa traduzione, che quella del "recare in italiano" fu gran lavoro di squisiti scrittori, e anzi la traduzione fu un gran genere: Caro, Monti, Foscolo... La finezza di questo enorme lavoro - che non mima ma s’accompagna e dialoga con Rabelais - ci ammette al godimento della "libertà senza tempo", come scrive Giovanni Macchia, di uno scrittore senza pari. Giorgio Manganelli TERZO VOLUME Rabelais è davvero un pozzo senza fondo, miniera ricchissima e non del tutto sondabile, che promette viaggi sotterranei e trascorsi pressoché infiniti, con sempre nuove scoperte. Giovanni Macchia È il suo un mondo che esprime innanzitutto una fiducia nella vita. Rabelais godeva nel sentirsi un uomo immerso nella natura, sanguigno, dominato dagli istinti. Quasi per accentuare la "prepotenza" di quella sua realtà e armonizzarla grottescamente con la sua illimitata educazione culturale, egli ingrandì le proporzioni anche fisiche dei suoi eroi e nel gigante Gargantua creò una paradossale figura di letterato e di atleta. La gioia di vivere nel proprio tempo, la felicità di vivere nel presente, che i silenziosi umanisti avevano espresso tranquillamente, in Rabelais assumono forme e accenti di un’esasperata violenza. E non è possibile non pensare in questo caso a una polemica contro i miti, contro il vuoto spiritualismo, contro il mortificante ascetismo, contro l’incubo e l’ossessione della morte che aveva oppresso le coscienze del secolo precedente. La letteratura come forza, come energia. Giovanni Macchia
 

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Contents

GARGANTUA E PANTAGRUELE
i
Continuazione della trattativa fra Panurgo e Bindolo
vii
Come Pantagruele dimostra essere cosa illecita trarre
xi
Come il signor de Fiutapeti perorò la sua causa
xii
Come il signore di Basché loda i suoi
xiii
Come il Cagarogne rinnova le antiche usanze nuziali
xv
Come Pantagruele e Panurgo interpretano ciascuno
xviii
Come Panurgo fece abbassar la cresta allInglese
xix
Come Gargamagna per conseguire la pace fece resti
xxxii
Come Ginnasta uccise con astuzia il capitano La Trip
xxxv
Come Pantagruele approda allisola Feroce antica
xxxvi
Perché le Anduglie non sono poi tanto da meno degli
xxxviii
Le Fanfaluche antidotate trovate in monumento anti
ii
Come Pantagruele stando a Parigi ricevette una let
viii
Come Gargantua fu vestito
ix
Come il monaco si liberò delle sue guardie e come il
xii

Come fra Giovanni consiglia allegramente Panurgo
xxvii
Come Pantagruele sconfisse Dipsodi e giganti in
xxviii
Come Epistemone che aveva la taglia testata fu gua
xxx

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