Giacomo Leopardi: la ribellione della ragione e del cuore

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Firenze Atheneum, 2006 - Literary Criticism - 75 pages
"Disperato perché senza amore, senza affetto, malato e solo": questa è l'immagine solita con la quale si è quasi sempre presentato Leopardi, soprattutto ai giovani. Secondo tale critica deformante, tutta la personalità del poeta e il suo stesso pensiero sono caratterizzati da profondo e irrimediabile pessimismo verso la vita e l'uomo, poiché, appunto, amore e affetto mancati, fragilità del corpo e solitudine lo hanno reso tale: introverso, cupo, chiuso al cambiamento e al "progresso" del suo tempo che avanzava con la velocità e l'incanto della macchina a vapore, del telegrafo, della mongolfiera. È una visione superficiale, che non vuole cogliere la profondità e la ricchezza del pensiero leopardiano, relegando il poeta dietro il muro del suo pessimismo, frutto di una vita di dolore. Leopardi poeta, filosofo, uomo, nel suo tempo, in condizioni storiche, economiche e sociali date, usa invece l'unica arma utile, quella del sapere, della coscienza, che lacera l'apparenza bugiarda e l'inganno di ogni giorno, dell'"ordinato disordine" che il luogo comune ci abitua a considerare come naturale.

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