I Mimi di Eroda: scene greche scoperte in un papiro egizio conservato nel 'British museum'

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E. Sarasino, 1893 - 78 pages
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Page xxvi - ... segnati o delineati; quel che sta a cuore del poeta è la naturalezza, la verità, la vivacità delle figurine che in un modo del tutto drammatico ci mette sotto gli occhi. E così è semplice l'intreccio, che si compone e si svolge, si direbbe, da sé, quasi senza la cooperazione dell'artista, il quale è nascosto dietro alle sue singolari invenzioni. Son le cose che si muovono e parlano: la realtà vivente, che in piccoli quadri il poeta ha colto con rapidità istantanea e collocato davanti...
Page 65 - Se desideri, la mi' donna, proprio un lavoro fino di calzolaio, sputa fuori qualcosa, per questa zucca brizzolata, su cui la volpe ci ha fatto il nido ..... ."'(.Frase): O Mercurio, dio de...
Page xxxix - Vorrebbon dormir nel'cotone anche le gatte. Presto, su, moviti: l'acqua, qua l'acqua prima di tutto. Dammi il sapone ; da' qua ; basta, basta. Or versa l...
Page xxvi - ... certe novelle, e che sono poi quelle novelle che diventarono o che potevano diventare teatro. E a questo punto conviene ricordare che il "mimo", in origine, è imitazione o riproduzione della realtà; e quel che Giovanni Setti dice del "mimo" di Eronda si può benissimo applicare a quello di Lanza: "Gli sfondi delle scene sono appena segnati o delineati; quel che sta a cuore del poeta è la naturalezza, la verità, la vivacità delle figurine che in un modo del tutto drammatico ci mette sotto...
Page 66 - Mercurio, dio de' guadagni, e tu, o lucrosa Persuasione, assistimi : ché se non ci si chiappa questa nella rete, non so come si potrà far meglio il vantaggio della pentola. METEO. Che mugoli costì, e non butti fuori alla bella libera il prezzo quel che è ? CERDONE. La mi' donna, per cotesto paio costì ci vuole una mina, né più né meno....
Page 66 - Non c'è che dire: il tu' sgabuzzino, Cordone, è pieno zeppo di lavori svariati e belli. Tienne di conto : ché il venti del mese di Tanreone12) sposerà Ecatea,la figliuola di Artacena: e ci sarà bisogno di stivalini. Allora può darsi, che ti portino desse, con la buona Fortuna, quel che domandi: anzi dicerto.... Peraltro cuciti il borsellino, perché le dònnole non t'abbiano a portar via le tu
Page xxvi - ... Eronda si può benissimo applicare a quello di Lanza : « Gli sfondi delle scene sono appena segnati o delineati; quel che sta a cuore del poeta è la naturalezza, la verità, la vivacità delle figurine che in un modo del tutto drammatico ci mette sotto gli occhi. E così è semplice l'intreccio, che si compone e si svolge, si direbbe, da sé, quasi senza la cooperazione dell'artista, il quale è nascosto dietro alle sue singolari invenzioni. Son le cose che si muovono e parlano : la realtà...
Page xxxviii - Atena, or quai tessitrici han potuto tesserli !• quai pittori dipinger sì vive figure? Vengono, stan, si movono : oh no, non son cose tessute, son creature vive, parlanti: che mai non può l'uomo? » 37) Una siffatta esposizione di opere d' arte, accompagnata dal coro monotono di quelle epifonetiche ammirazioni, a lungo andare riuscirebbe stucchevole.
Page xli - SERVO DI PLUTONE E come 1' ho da torturare ? SANTIA In tutte le maniere: tu legalo alla scala, e sospendilo, e...
Page xxvi - mimo », in origine, è imitazione o riproduzione della realtà; e quel che Giovanni Setti dice del « mimo » di Eronda si può benissimo applicare a quello di Lanza : « Gli sfondi delle scene sono appena segnati o delineati; quel che sta a cuore del poeta è la naturalezza, la verità, la vivacità delle figurine che in un modo del tutto drammatico ci mette sotto gli occhi. E così è semplice l'intreccio, che si compone e si svolge, si direbbe, da sé, quasi senza la cooperazione dell'artista,...

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