I fatti di Cesare: testo di lingua inedito del secolo xiv pubblicato a cura

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Luciano Banchi
Presso Gaetano Romagnoli, 1863 - 388 pages
 

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Page 261 - Circa corporis curam morosior, ut non solum tonderetur diligenter ac raderetur, sed velleretur etiam, ut quidam exprobraverunt, calvitii vero deformitatem iniquissime ferret, saepe obtrectatorum iocis obnoxiam expertus.
Page 118 - Aristolile vi venne, e cognobbe la pietra, e fecesi aportare una bilancia e bisanti d' oro assai, e mise la pietra ne la bilancia, e li bisanti da l'altra; e lauli ne contrapesava la pietra, quanti vi se ne mettevano. Allora prese Aristotile una poca di polvere, e meschiolla con una poca di sua saliva, e coprinne questo occhio lo quale era ne la pietra intagliato. Allora mutò maniera, che uno picciolo filo di pallia contrapesava la pietra.
Page 75 - Ahi giustizia di Dio! tante chi stipa Nuove travaglie e pene, quante io viddi? E perché nostra colpa sì ne scipa? Come fa l'onda là sovra Cariddi, Che si frange con quella in cui s' intoppa; Così convien che qui la gente riddi.
Page 346 - Bandi Lucchesi del secolo decimoquarto tratti dai Registri del R. Archivio di Stato in Lucca, per cura di Salvatore Bongi.
Page 348 - L'Eneide di Virgilio volgarizzata nel buon secolo della lingua da Ciampolo di Meo degli Ugurgeri senese: pubblicata per cura di Aurelio Gotti.
Page 70 - Roma con tutto suo sforzo, lenendosi gravalo dal senato. Venne a grande fretta, e giunse ne la città di Ravenna, et inviò a li tribuni che domandassero per lui a lo senato lo triunfo e tutti altri onori; e così fecero. E lo senato recusò sua richiesta; e Cesare incontanente fece dipartire di Ravenna tutte sue legioni, e fecelo perché quelli di Ravenna erano de la fedeltà di Roma, acciò che non s...
Page xxxv - Cesare si penò di venire a Roma con tutto suo sforzo, tenendosi gravato dal senato. Venne a grande fretta, e giunse ne la città di Ravenna , et inviò a li tribuni che domandassero per lui a lo senato lo triunfo e tutti altri onori; e cosi fecero.
Page 165 - Va sicuramente sopra tutte tempeste: tanto come tu se' in mia compagnia, nostra nave non avara dannaggio: lo fascio eh' ella porta, la guarentirà. Afforzati di dilongarti da la riva, che almeno li Dii non mi lassarebbero in alto mare. » E dicendo queste parole, venne uno grande nodo di vento e portonne la povera vela. Amicals era si stordito, che lo ingegno li era fallito da governare. Coro, uno agro vento, percosse poi la nave, lo quale venne d' occidente, e percosse l' onde si forte, che parea...
Page 166 - Ora è signore colui che non aveva speranza di campare, e grande parte della notte era stato in tormento. Quando elli giunse a la riva, elli credette passare lo sguaraguaito come elli aveva fatto al venire, ma non fu niente. La sua gente lo cognobbe, e cominciaro tutti a chiamare: Cesare!
Page 71 - E di notte colatamente si parli di Ravenna al lume di cera, e andò per diversi sentieri; e fu talvolta che li conveniva andare a piedi per la strettura de' sentieri. E tanto si travagliò quella notte, che gionse ad una ripa d'uno fiume, lo quale aveva nome Rubicon; e là dimorò gran pezzo de la notte, attendendo li suoi cavalieri. Giunsero , et elli dimorava in su la riva. Et allora li parve vedere una grande imagine di fcmina scapegliata, et aveva innude le gambe, e piangea mollo forte.