I miei ricordi, Volume 1G. Barbèra, 1867 - 492 pagine |
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Parole e frasi comuni
abate Alfieri allora amici amore antichi avea Azeglio bagni di Lucca bella Benevello Bidone bisogna bravo buon c'era capo casa castello cavalli centosette certo Cesare Balbo ch'a chè colla compagnia conte CONTESSA corte credo cuore d'allora dice dire diritto don Andreis ebbe ebbi educazione erano famiglia fece Fenestrelle figli figliuoli francese generale Genola gesuita Giorgio Bidone giorno giovane Giovanni Huss governo gran guardia idee invece Italia l'amore Lagnasco lascia lettore louli madre male MARCHESA MASSIMO D'AZEGLIO meglio mente Metilde mettersi mondo Montbrison morale Napoleone Nepi nobile nuovo padre padrone paese parlare parole passo pensare Piemonte piemontese Pilade pittore Plutarco poco politica poteva povero preso presto prete principio proprio pur troppo ragazzi ricordo sapere Savigliano scrivere sentire signor società soldati soltanto souma stava studio talvolta Taparelli Torino trovare uomini uomo vava vecchio vedere veniva venne vero Verstappen Vittorio Alfieri vivere voleva zione
Brani popolari
Pagina 58 - Queste parole pronunziate con voce profonda da un uomo lungo, tutto vestito di nero, di viso pallido, con occhi chiari, ciglia aggrottate, capelli tendenti al rosso e gettati indietro dalle tempie e dalla fronte; erano dirette ad un bambino di quattro anni, tenuto nudo affatto sulle ginocchia di sua madre. Il bimbo sbigottito e volonteroso d...
Pagina 359 - Io non possedevo ciuco : i miei mezzi non me lo permettevano ; presi invece un ragazzetto di quindici o sedici anni, il quale, correndo la carriera ecclesiastica, serviva il curato, era sagrestano, ed andava vestito da prete. Cioè, intendiamoci : in quei paesi e con quei caldi, tutti vanno sempre in maniche di camicia, quindi il distintivo in lui erano solo calzoni e calze nere. Questo chierichetto mi portava gli attrezzi, mi lavava i pennelli, ed era un ottimo ragazzo. Chi sa che cosa sia diventato...
Pagina 214 - M' è accaduto di venir lodato e portato a cielo da tutti, mentre il giudice mi diceva — tu non lo meriti, — e sentirmi la bocca amara, e andando a letto la guancia trafitta come da un capezzale di spine, malgrado tutti gli evviva e tutti i bravo!
Pagina 3 - ... studiare me ed ingegnarmi di cavare da questo studio utili ammaestramenti. Io spero poter offrire a chi vorrà leggermi assai miglior derrata che non sono io. Ebbi nella vita mia ad incontrarmi con grandissimo numero di persone. Volle la mia fortuna che fra queste s' annoverassero uomini di prim' ordine, bellissimi ingegni, alti cuori e rari caratteri.
Pagina 132 - ... condotto Ghino di Tacco, il quale io sono, ad essere rubatore delle strade e nimico della corte di Roma...
Pagina 357 - ... nostri sacchi anche noi. La porta di sala si chiuse con una stanga a traverso, raccomandata ad una corda attoreigliata, che pendeva dal buco ove un giorno era stata la toppa; s'ebbe il sonno della stanchezza e della gioventù, anche più riposato di quello dell' innocenza ; se non che un balzo ci fece saltare su...
Pagina 59 - Maria-Antonietta, salire, su una sedia onde por la mano alla scatola di torroni posta sul piano più alto della sua libreria. Dopo il torrone veniva un pezzo di lapis ed un foglio di carta per scarabocchi, e mi ricordo (memoria felice!) d'un disegno col quale volli rappresentare la flotta greca in partenza per Troia! Pezzo allora molto applaudito. Se non son diventato gran poeta o gran pittore, non è dunque per difetto di mecenati nè d'incoraggiamenti precoci.
Pagina 2 - Intendo non tanto narrare le mie vicende, quanto fare di me uno studio morale e psicologico, cercando di conoscermi e di descrivere a fondo la natura mia, il mio carattere nelle sue successive modificazioni ; rintracciando al tempo stesso le cause intime od estranee che lo migliorarono talvolta, e tal altra lo resero peggiore. S'io non prendo errore, questa specie di autopsia morale riuscirà tutt'altro che inutile, sia a chi educa gli altri, sia a coloro che comprendono dovere ogni uomo fino all'ultimo...
Pagina 174 - Eppure, di tutte le opere dell'uomo, la più meravigliosa ed insieme la sola, per me inesplicabile, è la musica. Capisco la poesia, capisco la pittura, la scoltura, le arti d'imitazione insomma. Il loro nome ne svela l
Pagina 131 - Napoleone che ha fatto morire, per soddisfarsi, un milione d'uomini, e spezzato il cuore di tanti padri e madri, Napoleone è famoso ed ammirato persino tra i selvaggi : e quegli che ha salvato dalla morte Dio sa quanti milioni d...
