Il paesaggio e il silenzio

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Marsilio Editori, 2004 - Architecture - 248 pages
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La nostra società non pratica molto il silenzio. Viviamo nel rumore, assediati da fragori, sollecitati da ritmi di vita assordanti, come se ciò fosse un modo di dimenticare la nostra condizione umana. Ma se poi ci immettiamo, anche per brevi pause, nel silenzio, isolandoci in montagna o nei luoghi di natura che stanno fuori dagli spazi del rumore, astraendoci in certo modo dal presente, dal quotidiano, scopriamo che il mondo che ci circonda vive secondo il ritmo universale che riconduce ai misteri dello spazio e del tempo. E il paesaggio allora ci appare diverso da come lo si guarda nella luce cruda del quotidiano: tutto ci racconta che ciò che abbiamo davanti è il risultato di una sommersione continua di paesaggi anteriori, e che ogni loto forma assume una carica semiotica che ne fa un'orma, un ricordo del passato. Questo è il filo ideale o la metafora che regge questo libro, raccolta di brevi saggi che analizzano il paesaggio non dimenticando il ritmo che ne scandisce la formazione e il mutamento continuo. Un modo di guardare al paesaggio che rimanda ai comportamenti archetipi dell'uomo nella natura, venati dal senso religioso dell'agire umano, acquistando un senso diverso alla luce di quelle verità che il frastuono del nostro tempo sembra obliterare.
 

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Contents

Prefazione
9
Il paesaggio e il silenzio
19
Il rumore il silenzio
21
il cielo
41
Il visibile e linvisibile del Paesaggio
67
Una semiologia del Profondo
85
dalla forma al segno
99
Nei labirinti geografici
119
Lo sguardo dellaquila e locchio del satellite
131
lombra del passato
145
Il paesaggio racconta
161
dal deserto alla megalopoli
195
Il paesaggio perduto e i nuovi paesaggi
227
Bibliografia
241
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