Il Significato del Gardino nel Romanzo

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GRIN Verlag, 2007 - 56 pages
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Seminar paper from the year 2006 in the subject Romance Languages - Italian and Sardinian Studies, grade: 2, University of Freiburg, 9 entries in the bibliography, language: Italian, abstract: Giorgio Bassani, scrittore d'origine ebraica, nasce nel 1916 a Ferrara e muore nel 2000. Esordisce nel mondo letterario con delle poesie raccolte nel volume L'alba ai vetri. Bassani continua la sua opera letteraria con romanzi spesso autobiografici. Il suo primo libro Una citta di pianura esce nel 1940 seguito dalla pubblicazione di due raccolte di poesie: Storie di poveri amanti e altri versi (1945) e Te lucis ante (1946). La sua opera narrativa e raccolta in un volume intitolato Il romanzo di Ferrara. Questo volume e un'opera in progress, scritta tra il 1938 e il 1978. Romanzi come Dentro le mura, Gli occhiali d'oro, Il giardino dei Finzi-Contini, Dietro la porta, L'airone, L'odore del fieno fanno parte di questa raccolta. La tematica delle opere di Bassani si basa quasi sempre sulla solitudine e l'emarginazione dell'essere umano. Soprattutto la discriminazione e l'antisemitismo negli anni della seconda guerra mondiale hanno segnato le opere dello scrittore dalle origini ebraiche. Numerosi saggi sono stati raccolti e pubblicati nei volumi: Le parole preparate (1966) e Di la dal cuore (1984). Durante la sua carriera Bassani ha ricevuto parecchi premi nazionali ed internazionali, tra questi il premio Viareggio per il romanzo Il giardino dei Finzi-Contini nel 1962. Nel 1971 il regista Vittorio de Sica adatta questo romanzo per il cinema. Il giardino dei Finzi-Contini e sicuramente il romanzo piu popolare di Giorgio Bassani. Nella mia tesina mi occupero principalmente del significato del giardino nel romanzo Il giardino dei Finzi-Contini. Iniziero con un'analisi delle cause e dei motivi che hanno portato il narratore a raccontare la storia di questa famiglia, per capire come la vita del narratore e stata influenzata da questo incontro. Poi forniro un quadro riassuntivo dell'
 

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Page 14 - Lo intuiva benissimo: per me, non meno che per lei, più del presente contava il passato, più del possesso il ricordarsene. Di fronte alla memoria, ogni possesso non può apparire che delusivo, banale, insufficiente... Come mi capiva! La mia ansia che il presente diventasse «subito» passato perché potessi amarlo e vagheggiarlo a mio agio era anche sua, tale e quale.
Page 7 - Per ciò che concerne me personalmente, ad ogni modo, c'era stato da sempre, nei miei rapporti con Alberto e Micòl, qualcosa di più intimo. Le occhiate d'intesa, i cenni confidenziali che fratello e sorella mi indirizzavano tutte le volte che ci incontravamo nei pressi del Guarini, non alludevano che a questo, lo sapevo bene, riguardante noi, e soltanto noi.
Page 9 - ... suscitato nei quattro vecchi da tale notizia. I successivi commenti sulla situazione generale, e quelli sul duo Ballola-Poledrelli richiamato ogni tanto in causa per tutta la durata del pranzo, non furono infatti, da parte loro, neanche molto amari, ma, al solito, elegantemente sarcastici, quasi allegri. E allegro, decisamente allegro e soddisfatto, era più tardi il tono di voce con cui il professor Ermanno, presomi sottobraccio, mi propose di approfittare d'allora in poi liberamente, come e...
Page 18 - ... dei quali, mi disse, riguardava la letteratura italiana del pieno e tardo ottocento. Ma ciò che più mi colpì, fin da quella prima sera, fu senza dubbio la sala da pranzo, in sé: coi suoi mobili di legno rossastro, in stile floreale, col suo vasto camino dalla bocca arcuata e sinuosa, quasi umana, con le sue pareti foderate di cuoio, tranne quella, interamente a vetri...
Page 14 - Ma si, ma sì - esclamò -: e nel senso che anch'io, come lei, non disponevo di quel gusto istintivo delle cose che caratterizza la gente « normale». Lo intuiva benissimo: per me, non meno che per lei, più del presente contava il passato, più del possesso il ricordarsene. Di fronte alla memoria, ogni possesso, in sé, non può apparire che delusivo, banale, insufficiente... Come mi capiva! La mia ansia che il presente diventasse « subito » passato, perché potessi amarlo e vagheggiarlo a mio...
Page 5 - , rispose. « I morti da poco sono più vicini a noi, e appunto per questo gli vogliamo più bene. Gli etruschi, vedi, è tanto tempo che sono morti » - e di nuovo stava raccontando una favola - « che è come se non siano mai vissuti, come se siano sempre stati morti ». Altra pausa, più lunga.
Page 6 - Sedici, diciotto anni dopo, ecco il secondo momento: una gita a Cerveteri, una visita alla necropoli etrusca. E tutto quello che avevo dentro mi balzò di nuovo nella mente, in una forma definita.
Page 7 - Herrera erano lì, a poco più di un metro di distanza, eppure lontanissimi, intangibili, come se li proteggesse tutt'attorno una parete di cristallo...
Page 17 - ... e del Nabucco in voga nei nostri teatri d'opera fino a pochi anni fa. In qualsiasi altro cimitero, l'attiguo Camposanto Comunale compreso, un sepolcro di tali pretese non avrebbe affatto stupito, ed anzi, confuso nella...

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