Il libro di Don Chisciotte

Front Cover
A. Sommaruga, 1885 - Italian literature - 392 pages
0 Reviews
 

What people are saying - Write a review

We haven't found any reviews in the usual places.

Other editions - View all

Common terms and phrases

Popular passages

Page 127 - Egli cerca, con effetti prospettici, di dare non già il dialogo, ma una rappresentazione del dialogo ; quindi ogni tanto fra il racconto suo scatta...
Page 124 - Nel romanzo veramente non indusse nessuna novità, se non una pesante monotonia poco zoliana, che fece naufragare i Malavoglia come quella barca carica di lupini che ne è il substrato.
Page 128 - Tranne i toscani, tutti gli italiani quando si trovano a discorrere con persone che non siano del loro paese, traducono dal proprio dialetto, e il più delle volte traducono male. Ho notato ultimamente questo fatto nella propria persona di Giovanni Verga. Noi parlammo un giorno lungamente insieme, e io notavo lo stento e l'imperfezione del suo italiano, com'egli, certamente, si scandolezzava della sconcezza del mio.
Page 206 - L'amore ha, come tutta quanta la vita, la sua legge eterna; ed è la riproduzione. Il diletto dell'amore dunque procede dall'equilibrio organico e spirituale che segue al soddisfacimento della necessità della riproduzione ; e poichè alla legge della riproduzione è connessa quella della scelta della femmina, il diletto è, direi, complesso.
Page 177 - L CHIARONE DA CIVITAVECCHIA LEGGENDO IL MAELOWE Calvi, aggrondati, ricurvi, s1 come becchini a la fossa, stan radi alberi in cerchio de la sucida riva. Stendonsi livide l'acque in linea lunga che trema sotto squallido cielo per la lugubre macchia. Bevon le nubi dal mare con pendule trombe, ed il sole piove sprazzi di riso torbido sovra i poggi. I poggi sembrano capi di tignosi ne l'ospitale, l'un fastidisce l'altro da
Page 177 - Via per i solchi grigi le stoppie fumavano accese : or si or no veniva su per le aure umide il canto de' mietitori, lungo, lontano, piangevole, stanco : grave l'afa stringeva l'aer, la marina, le piante.
Page 208 - Sai che vorrei? Vorrei qui della gran neve e del gran freddo che mi sforzasse all'esercizio e alle lunghe passeggiate e alle larghe respirazioni dell'aria salutare. Oh, se venisse la neve dalla Majella o da Montecorno ! Verrà; la invocherò con tanta passione di amante, che verrà.
Page 202 - ... cretino blasonato e impomatato, senza aprir mai un libro, senza fermar mai l'intelletto a un pensiero serio. L'arte, che prima era per lui quasi un fattore della vita, divenne un gioco bambinesco per diletto di quelle povere dame, che volevano dei sonetti negli albums e sopra i ventagli così come sulle mensole vogliono della chincaglieria giapponese.
Page 125 - Però lo sforzo è così grande e così chiaro, che questo stile diventa come un lungo singhiozzo, senza riposo, che fa pena; e la semplicità e la vivezza e il colorito si perdono in una contorsione faticosa e fastidiosa. La prosa deve avere il suo periodo come la poesia, ma la prosa del Verga non ha periodo: essa pare tutta una gran tirata monoritma, rotta qua e là da versi tronchi e da pause inaspettate.
Page 201 - E prima si ragunò d'intorno una volgare compagnia adulatrice di ragazzacci e d'impiegati; poi, come l'inverno aprì le porte delle grandi case romane, cedette alle lusinghe delle dame. Io non dimenticherò mai lo stupore che mi ferì vedendo la prima volta Gabriele addobbato e azzimato e profumato per una festa.

Bibliographic information