L'Educatore primario: giornale d'educazione ed istruzione elementare

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G.B. Paravia e comp., 1847 - Education
 

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Page 656 - Tale, balbuziendo ancor, digiuna. Che poi divora, con la lingua sciolta, Qualunque cibo per qualunque luna, E tal, balbuziendo, ama ed ascolta La madre sua, che, con loquela intera, Disia poi di vederla sepolta. Così si fa la pelle bianca, nera, Nel primo aspetto, della bella figlia Di Quei ch
Page 656 - Tu, perché non ti facci maraviglia, pensa che 'n terra non è chi governi, onde si svi'a l'umana famiglia. Ma prima che gennaio tutto si sverni per la centesma ch'è là giù negletta, raggeran sì questi cerchi superni, che la Fortuna che tanto s'aspetta le poppe volgerà u' son le prore, sì che la classe correrà diretta e vero frutto verrà dopo il fiore».
Page 656 - Tu, perché non ti facci maraviglia, pensa che in terra non è chi governi ; onde si svia l'umana famiglia. Ma prima che gennaio tutto si sverni, per la centesma ch' è laggiù negletta, ruggiran si questi cerchi superni, che la fortuna, che tanto s'aspetta, le poppe volgerà u' son le prore, si che la classe correrà diretta ; e vero frutto verrà dopo il fiore.
Page 228 - E poi, quand'egli è ben cresciuto e ben tarchiato, il maestro aspetta un giorno ch'e' piova, e gli fa fare una girata lunga, tanto ch'e' si perdono la sera in un bosco; e, gira gira, e tutti fradici, battono il capo in una casetta dove sta una bella ragazza, figliuola di buona gente; i quali accolgono con lieto viso Emilio ed il maestro, e loro danno da mutarsi; e la fanciulla apparecchia. Emilio pensa alla cena, e non guarda la fanciulla; ma dopo mangiato, comincia a guardarla, ed ella diventa...
Page 656 - Sì sotto te, che nessuno ha podere Di trarre gli occhi fuor delle tue onde! Ben fiorisce negli uomini il volere; Ma la pioggia continua converte In bozzacchioni le susine vere. Fede ed innocenzia son reperte Solo ne' parvoletti; poi ciascuna Pria fugge, che le guance sien coperte.
Page 233 - ... lì trova il punto dove afferrare que' primi moventi, che sono eguali in tutti gli uomini, e in questi col dirigere la volontà perviene così ad informare la vita. Il che non può dirsi di quelle educazioni generiche senza idea primordiale, senza determinato proposito, le quali conducono innanzi innanzi i giovanetti, e poi non sanno dove guidarli...
Page 231 - ... si offre all'ingegno del filosofo, non quando egli spontaneamente la esercita, ma quando egli la considera; anzi quello scheletro di essa che l'analista ne ricompone, guardandola come cosa morta. Il pensiero del fanciullo è essenzialmente sintetico perché egli è intuitivo : l'analisi conosce, la sintesi crea; e alla mente giovinetta bisogna pur essere di molte cose creatrice a se stessa; né può altrimenti comprendersi quel portentoso acquisto d'idee, e quello anche più mirabile ordinamento...
Page 230 - Che tale abbia ad essere lo scopo della educazione, si bene : follia sarebbe il dubitarne. Ma non però tengo che un tal fine si consegua col porre innanzi al fanciullo la ragione nuda e scarna com'ella si offre all'ingegno del filosofo, non quando egli spontaneamente la esercita, ma quando egli la considera; anzi quello scheletro di essa che l'analista ne ricompone, guardandola come cosa morta. Il pensiero del fanciullo è essenzialmente sintetico perché egli è intuitivo...
Page 228 - Io dico del fanciullo e non del libro: di quel fanciullo paffuto ed insipido, senz'indole nè fisionomia propria; di ingegno, come Rousseau volle a posta figurarlo e vi riuscì ottimamente, comunissimo; vero bipede a schiena ritta, ma senza che l'alito di Dio vi abbia spirato dentro, e senza che il diavolo gli abbia pur nulla suggerito. A Emilio piacciono i gateaux; Emilio passeggia, e domanda al maestro della luna, e in qual modo nascano i bambini: e il maestro non gli risponde mai per filo e per...
Page 232 - ... pittore che aveva ornato profusamente di oro e di gemme una sua Venere, e al quale fu detto : poiché bella non sapevi, tu ben facesti a farla ricca. Un popolo macchina che incessantemente produca, questo, non che il supremo voto de' politici, è il pensiero di quei filosofi che più si chiamano progressivi : ed era forse questa la libertà che i padri nostri volevano, per la quale contendevano? Il fare la calza, che in certe pubbliche scuole, nel resto lodevoli...

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