L'Educatore storico e varietà di scienze, lettere e belle arti

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Giovanni Sabbatini
1847
 

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Popular passages

Page 537 - Associati per lunga pezza a tutte le gioie ea tutti i dolori della società, si argomentarono sempre di sopperire non pure ai grandi bisogni intellettuali e morali della medesima, ma vollero eziandio abbellire la patria con l'opera dell'ingegno e della mano.
Page 17 - Folchetto, ch' a Marsiglia il nome ha dato Ed a Genova tolto , ed all' estremo ' 5o Cangiò, per miglior patria, abito e stato. Gianfrè Rudel , ch' usò la vela e '1 remo A cercar la sua morte, e quel Guglielmo Che per cantar ha '1 fior de
Page 121 - Ch'io proverò il contrario, e come e' visse Insin che Carlo prese Siragozza, E questa istoria di sua mano scrisse; Ed Alcuin con lui poi si raccozza, E scrive insino alla morte di Carlo, E molto fu discreto ad onorarlo.
Page 381 - Qual' è quella ruina, che nel fianco Di qua da Trento l' Adice percosse, O per tremuoto, o per sostegno manco ; Che da cima del monte, onde si mosse, Al piano è sì la roccia discoscesa, Ch...
Page 122 - Castigliani ; le quali non si scrivevano in versi ma in prosa, come alcuni hanno osservato prima di me, perché Dante parlando d'Arnaldo Daniello disse : Versi d'amore e prose di romanzi, etc.J.
Page 17 - Franceschin, che fur sì umani come ogni uom vide; e poi v' era un drappello di portamenti e di volgari strani: fra tutti il primo Arnaldo Daniello, 4 o gran maestro d' amor, ch' a la sua terra ancor fa onor col suo dir strano e bello.
Page 485 - In quei secoli di fede, l' innalzamento di un chiostro e di una chiesa, era un avvenimento di comune esultanza. Il povero sapeva , che in quegli asili avrebbe potuto dividere con i frati il pane che avevano mendicato alle porte dei ricchi; i dotti vi rinvenivano una società di cultori e propagatori delle scienze ; gli artisti una sorgente d'inspirazioni...
Page 121 - E investigoe dell'opre di Rinaldo, Delle gran cose che fece in Egitto, E va pel fil della sinopia saldo, Sanza uscir punto mai del segno ritto : Grazie che date son prima che in culla, Che non direbbe una. bugia per nulla.
Page 122 - Versi d'amore e prose di romanzi Soverchiò tutti; e lascia dir gli stolti, Che quel di Lemosì credon ch' avanzi. A voce più ch'al ver drizzan li volti, E cosi ferman sua opinione Prima ch' arte o ragion per lor s'ascolti.
Page 345 - Similemente questa nova donna si sta gelata come neve a l'ombra: che non la move, se non come petra, il dolce tempo che riscalda i colli, e che li fa tornar di bianco in verde perché li copre di fioretti e d'erba.

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