La comunità dentro il carcere. Uno strumento operativo per le tossicodipendenze

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FrancoAngeli, 1999 - Social Science - 112 pages
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Questo libro non offre certezze, ma al contrario si propone di stimolare l'insorgenza di dubbi, domande, riflessioni sul trattamento delle tossicodipendenze, non solo in ambito carcerario. Il giudice, l'operatore penitenziario, l'educatore di comunità, si chiederanno: è possibile che il tossicodipendente finito in carcere utilizzi tale esperienza per provare ad uscire dal tunnel della droga? E se sì, in che modo? Il genitore e l'insegnante si domanderanno: quali sono i fattori che nello sviluppo dell'individuo possono favorire l'insorgenza della tossicodipendenza? Come la si può prevenire? E ancora gli addetti alla "cura" (operatori dei servizi per tossicodipendenti, psicoterapeuti, etc.) si interrogheranno: è possibile una psicoterapia dentro il carcere? E' possibile realizzarla? Con quali strumenti e quali limiti? Quali sono le difficoltà nel trattare soggetti con tanti anni di tossicodipendenza e di carcerazione alle spalle? Possibili risposte emergono dall'esperienza, unica nel suo genere, riportata da due psicoterapeuti della comunità Arcobaleno, dentro e fuori il carcere Le Vallette di Torino. In essa si è tentato di avviare un processo riabilitativo-terapeutico per i detenuti tossicodipendenti con pene medio-lunghe, utilizzando al meglio le risorse disponibili dentro l'istituzione (psicologi, agenti di polizia penitenziaria, educatori del privato sociale) ed estendendo tale progetto ad una fase esterna presso una struttura a carattere residenziale al fine di consentire a coloro che hanno completato il programma comunitario interno di reintegrarsi gradualmente nel tessuto sociale. (Editore).

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