La mia lotta per la libertà: Un uomo solo contro il regime di Putin. Articoli, dialoghi, interviste

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Michail Chodorkovskij, imprigionato nel 2003 con l'accusa di frode fiscale e liberato nel dicembre 2013 con un provvedimento di grazia, è diventato un simbolo della lotta per la libertà nella Russia di Putin: non solo la sua personale ma quella di un intero paese. Due lunghi processi, altrettante contestate condanne e la detenzione in Siberia non ne hanno fiaccato lo spirito. Dalla prigionia ha continuato a scrivere e a lanciare messaggi capaci di incidere profondamente sulla vita politica russa e di imporre il suo caso all'attenzione dell'opinione pubblica europea e mondiale. Questo libro raccoglie gli scritti dell’ex «oligarca». Gli articoli segnano la volontà di partecipare attivamente alla vita del paese, analizzandone vizi e problemi. "Proprietà e libertà", scritto mentre era in atto lo smantellamento della Yukos, ne ripercorre la vicenda e chiarisce i rapporti tra interessi e potere. La serie "Svolta a sinistra" - tre articoli, pubblicati tra il 2005 e il 2008, che hanno provocato reazioni contrastanti - presenta un ambizioso programma di riforme per la Russia, con profonde riflessioni sui concetti di proprietà privata e liberalismo. "La Russia attende un tribunale indipendente" e "Generazione M" richiamano Dmitrij Medvedev alle responsabilità che egli si è assunto come successore di Putin: garantire un potere giudiziario indipendente e stabilire un’agenda seria per la modernizzazione del paese. La corrispondenza con alcuni grandi scrittori russi - Boris Akunin, Boris Strugackij e Ljudmila Ulickaja - assume un tono più personale, un bilancio dell’esistenza - dagli anni della militanza giovanile alle privatizzazioni, dal ruolo di oligarca/filantropo alla condizione attuale - in cui l’uomo Chodorkovskij sottolinea i «vantaggi» della prigionia, che può «rendere liberi». Le interviste affrontano diversi temi e mettono a fuoco molti aspetti della personalità e dell’azione di Chodorkovskij. Percorre queste pagine una strabiliante lucidità e capacità di lettura degli eventi, non solo interni alla Russia ma che interessano il mondo intero.

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About the author (2012)

Michail Chodorkovskij (Mosca 1963), una laurea in ingegneria chimica e successivi studi di economia e giurisprudenza, negli anni ottanta ha militato nel Komsomol, Unione comunista della Gioventù. Nel decennio successivo è stato protagonista dell’era delle privatizzazioni in Russia. Artefice della strepitosa ascesa di quello che diverrà il colosso petrolifero Yukos, è tra gli uomini più ricchi al mondo quando, il 25 ottobre 2003, viene arrestato all’aeroporto di Novosibirsk con l’accusa di frode fiscale. Dopo una prima condanna, giunto quasi al termine della pena, nel dicembre 2010 è stato nuovamente condannato alla reclusione fino al 2017. Attualmente è libero, grazie a un provvedimento di grazia firmato da Putin nel dicembre 2013. E' stato detenuto a Segeža, in Carelia. Il 31 maggio 2011 la Corte europea dei diritti dell’uomo, pur non riconoscendo la natura politica del processo, aveva evidenziato gravi violazioni dei diritti fondamentali nell'arresto e nella detenzione di Chodorkovskij.

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