Le due vie della percezione e l'epistemologia del progetto

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Franco Angeli, 2005 - Architecture - 224 pages
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Secondo una fulminante metafora di Wittgenstein, un paesaggio deve essere assimilato a un'opera di Shakespeare. Il paesaggio diventa il risultato di un processo di interpretazione senza fine, al quale concorrono non soltanto le sue caratteristiche "oggettive" e intrinseche, ma anche (e potremmo dire soprattutto) gli apporti creativi e costruttivi di coloro che diventano capaci di leggerlo come si legge un classico della letteratura, appunto. Ed in questo senso che Wittgenstein, concludendo il "circolo virtuoso" della sua argomentazione, paragona il lavoro dell'architetto a quello del filosofo, sostenendo che entrambi sono chiamati a compiere, prima di tutto, un'analisi su se stessi e a imparare a esercitare la profonda "arte dello sguardo".

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